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Ziggurat e Assemblages: Alfred Drago Rens partecipa al MIA PHOTO FAIR 2016

Dal 28 aprile al 2 maggio negli spazi del The Mall di Milano, l’artista italo olandese con la Galleria L’Affiche, presenta la sua opera frutto di un processo creativo che parte dalla rielaborazione di antiche fotografie raccolte, selezionate e catalogate

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“Investigatore olistico e archivista ossessivo”: così Martina Cavallarin definisce Alfred Drago nel testo critico che accompagna la presenza dell’artista (stand 41A) alla prossima edizione del MIA Photo Fair che si svolgerà al The Mall di Milano dal 28 aprile al 2 maggio.

MIA Photo Fair è la prima e più importante fiera d’arte dedicata alla fotografia e all’immagine in movimento in Italia e, sebbene per Drago la fotografia sia un mezzo e non il fine, non sarà questa la prima edizione in cui l’artista, con la Galleria L’Affiche, desta apprezzamento e stupore grazie ad un percorso ed un lavoro sull’immagine dalla forte impronta artistica.

Drago Rens si appropria, infatti, della fotografia e ne fa supporto per un’analisi dal contenuto a tratti malinconico e poetico, a tratti ironico, riscattando una memoria misteriosa e dimenticata.

Attraverso il recupero di fotografie in bianco e nero – raccolte dagli armadi di famiglia o tra i banchi degli antiquari – l’artista conduce lo spettatore in un mondo antico, di cui diviene sceneggiatore, invertendo così il canone classico che vede l’autore come unico narratore.

Si tratta di vecchie immagini – raccolte, selezionate e poi archiviate con quel processo seriale e ossessivo al quale la critica d’arte Cavallarin fa riferimento – alle quali Alfred Drago regala una seconda chance: foto dimenticate nelle soffitte, negli archivi o perse nei mercatini che insieme, disposte in gradi quadrerie a parete, creano una coralità di voci.

Quasi a sottolineare la complessità del soggetto ritratto l’artista insiste sulla tridimensionalità giungendo alla definizione della tecnica Ziggurat dove l’immagine acquista volume attraverso la sovrapposizione di sette livelli quadrati tra loro concentrici, di sette centimetri di base e sette millimetri distanti l’uno dall’altro.

È in questo modo che, nell’opera di Alfred Drago Rens, il guardare diventa vedere solo nello spostamento dell’occhio verso i lati oscuri o la luce nascosta, per dare profondità a quello che l’abitudine rende piatto.

La deformazione visiva generata dalla tridimensionalità coinvolge, quindi, luce e movimento e porta il pubblico a soffermarsi, a guardare, non più vedere, a meditare e a immaginare storie e nuovi finali per i protagonisti delle storie suggerite dall’artista.

Ma la Wunderkammer di Drago, in occasione di questa nuova edizione del MIA, si arricchisce di una nuova serie. Accanto alla quadreria, ormai cifra stilistica del lavoro dell’artista, Alfred Drago Rens, esporrà per la prima volta la serie “Assemblages”.

Qui le vecchie foto, recuperate, raccolte e catalogate, vengono suddivise per temi e affiancate a oggetti comuni, a “testimonianze di realtà” in grado di connettere il soggetto ritratto nel passato ad un presente e al quotidiano. Si tratta di sculture fotografiche dove oggetti reperto e immagini d’epoca disposti su più livelli evocano origini e significati.

Alfred Drago Rens mette dunque in scena miti e stereotipi femminili e maschili, scardina ruoli e generi, epoche e narrazioni, in un delicato equilibrio tra dimensione collettiva e sfera privata.

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