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Nomisma: in ripresa il mercato immobiliare italiano

Torna a crescere il mercato immobiliare italiano, ben oltre il residenziale. Nel 2016, infatti, seppure deboli, sono apparsi i primi segnali di inversione di tendenza anche per gli immobili relativi alle imprese.

Uno spaccato sui primi mesi del 2016

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Secondo le rilevazioni effettuate da Nomisma, infatti, nel corso del primi mesi dell’anno è stato possibile evidenziare “segnali di ripresa, che sebbene ancora deboli, non sono più circoscritti al solo settore residenziale, ma hanno investito anche gli immobili per le imprese”.

Il centro studi evidenzia però una possibile criticità nella Brexit. “I confortanti segnali di ripresa sul fronte delle compravendite – si legge nel rapporto pubblicato lo scorso luglio – potrebbero essere tuttavia annullati nei prossimi semestri da un quadro continentale connotato dal progressivo indebolimento delle prospettive di crescita, con l’inatteso risultato del referendum sulla Brexit che rappresenta un formidabile innesco di una nuova fase di incertezza e instabilità che contribuisce ad attenuare un ottimismo che sembrava riaffacciarsi dopo oltre 8 anni di recessione”.

Focus mercato immobiliare abitazioni

I segnali di ripresa più incoraggianti arrivano dal mercato residenziale. Le compravendite di abitazioni private, infatti, crescono del 6,5 per cento nel corso del 2015 rispetto all’anno precedente. Da gennaio a marzo la crescita interessa tutti i comparti relativi alle compravendite: +17,3 per cento sul primo trimestre del 2015. Nel dettaglio, si registra un incremento del 20,6 per cento per il settore residenziale e del 14,5 per cento per quanto riguarda il commerciale. Molto più debole la ripresa del terziario che si limita a registrare un +1,3 per cento.

Cosa accade nelle città italiane

Soffermandosi sull’analisi dell’andamento del comparto nelle principali città italiane, Nomisma evidenzia che, a distanza di 9 anni dall’inizio della crisi il mercato delle compravendite, si può parlare di un sensibile ridimensionamento del 40 per cento nel comparto residenziale e del 50 per cento degli immobili per l’impresa. Nei primi mesi del 2016 il mercato immobiliare evidenzia un rallentamento a Milano e Roma. Migliore la performance di città come Bologna, Genova e Napoli.

Il mercato dei mutui secondo Nomisma

Buone prospettive di crescita, secondo Nomisma, anche per il mercato dei mutui. La ripresa dei due settori, infatti, va di pari passo. il mercato immobiliare chiama, quasi in maniera automatica, quella del comparto mutui. Cosa accadrà nei prossimi anni? Secondo il centro studi, “a fronte dell’allentamento dei criteri di offerta degli istituti di credito, dei bassi tassi di interesse e di una domanda che si conferma in espansione, il mercato dei mutui ci consegni per i prossimi 2-3 anni un lento processo di espansione, con un recupero graduale, seppure incompleto rispetto agli anni pre-crisi”.

Il secondo semestre dell’anno in corso, per Nomisma, potrebbe presentare qualche criticità data da “una limitata revisione al ribasso dell’erogazioni”, con un conseguente rallentamento della crescita del settore. Una nuvola passeggera, però, dato che è prevista una ripresa del percorso di espansione negli anni 2017-2018.

Anche per le banche on line, come Ing Direct, le previsioni sono molto positive, in tema di mutuo on line, infatti, l’offerta è davvero ricca e diverse sono le opportunità di adattare le caratteristiche del prodotto finanziario alle esigenze del singolo cliente. Secondo il rapporto sul mercato immobiliare, nei prossimi 12 mesi saranno più di 53 mila le famiglie pronte a richiedere un mutuo per l’acquisto di una abitazione. Il dato sale a 1,8 milioni considerando quelle che non escludono di farlo.

Mutui: ecco una fotografia

Lo studio si sofferma anche sull’analisi degli importi relativi ai finanziamenti erogati. Nel 2015 il dato (relativo a compravendite, surroghe e sostituzioni) ha toccato quota 41,2 miliardi, in sensibile aumento rispetto ai 24,1 del 2014. È soprattutto l’ultimo trimestre dell’anno a registrare l’aumento più consistente e sensibile, con un’erogazione complessiva di più di 13 miliardi. Il tasso di crescita delle erogazioni ha raggiunto il 70,6% nel 2015, per poi ridursi solo marginalmente nel primo trimestre del 2016.

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