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Stampa 3D: sarà davvero la terza rivoluzione industriale?

La tecnologia della stampa 3D sta conoscendo sempre più numerosi campi di applicazione spaziando dal design alla medicina all’uso domestico. Scopriamo perché.

stampa 3DSecondo l’ultima ricerca di Gartner, nel 2016 saranno distribuite nel mondo quasi 500.000 stampanti 3D (un incremento del 103% rispetto alle unità previste per il 2015) e le vendite cresceranno di più del doppio ogni anno tra il 2016 e il 2019, quando le unità distribuite a livello globale supereranno i 5,6 milioni.

In particolare sul fronte acquisti in azienda, si prevedono spese più alte per apparecchi che consentono di utilizzare materiali molto avanzati, di personalizzare i prodotti finiti e di ottenere grandi miglioramenti nelle qualità.

Ma quali sono le potenzialità della stampa 3D che, secondo alcuni, pare abbia tutte le carte in regola per essere definita la “terza rivoluzione industriale”?

A stupire e a fare notizia sono gli avanzamenti e i sempre nuovi campi di applicazione di questa tecnica. E a ragione. La stampa 3D può essere applicata in ambito sanitario per creare organi «gemelli» su cui i chirurghi possono esercitarsi prima di operare sul paziente vero. Tra qualche anno, si potrà anche arrivare a stampare organi.

Da queste meraviglie della tecnica possono elevarsi, strato dopo strato, oggetti in cioccolato, pizze, formati di pasta bizzarri. Con stampanti di grandi dimensioni sono già state realizzate automobili e case.

C’è una particolare stampante tridimensionale, dietro allo spettacolare vestito in 4D «Kinematics» che farà parte della collezione permanente del Moma di New York. La stampa 4D crea strutture a mosaico dette «cinetiche», che si «muovono» cambiando forma: l’abito viene stampato ammonticchiato e si dischiude appena indossato. Alla base di questa innovazione c’è la sperimentazione di nuovi materiali.

Sfruttando, infatti, le possibilità della modellazione 3D, i designer e gli ingegneri possono creare e poi produrre forme e oggetti che, in precedenza, non potevano realizzare.

Ciò a causa dei limiti delle tecnologie usate fino a oggi, che richiedono la realizzazione di uno stampo, a volte molto costoso in termini economici e temporali. Rispetto alle tecnologie di produzione digitali “sottrattive”, come la fresatura a controllo numerico (CNC), la stampa 3D offre inoltre maggiori libertà geometriche, in quanto consente di creare oggetti vuoti e basati su geometrie più complesse e intricate. Inoltre, con la stampa 3D è possibile stampare pezzi unici senza bisogno di raccordi, giunzioni, viti che ne complichino l’assemblaggio, la produzione e il rifornimento di ricambi. Per alcuni componenti di piccole dimensioni, ma con geometrie particolarmente complesse, può quindi già risultare economicamente più vantaggioso implementare una produzione additiva seriale.

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