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BIM Music Network. Intervista al dottor Franco Fussi, il foniatra delle star

Franco Fussi e Laura Pausini 2Dopo Dodi Battaglia e i grandi ospiti,
Franco Fussi docente d’eccellenza al Bim Music Network 2017
L’intervista al foniatra delle star

Al BIM Music Network nel 2017 arriva un altro grande nome del contesto musicale italiano: Franco Fussi, medico-chirurgo, specialista in Foniatria e Otorinolaringoiatria.

Il luminare sarà speciale docente al Campus Bim Music Academy di 6 giorni del Bim Music Network: un campus aperto a tutti e che vanta grandissimi nomi della scena italiana per una settimana di formazione gratuita all’insegna della buona musica.

(È possibile iscriversi fino al 21 maggio www.bimmusic http://www.bimimpresenetwork.com/)

Buongiorno dott. Fussi cosa l’ha spinta a partecipare al Campus del Bim Music Network come docente il 1 Luglio 2017?

Sicuramente l’invito di Monia Angeli, mia allieva molto diligente ed esperta al Corso di Vocologia, e la serietà e trasparenza con le quali è organizzato questo contest, garantito dalla produzione Bim Imprese-Confcommercio Bellaria Igea Marina in collaborazione con Fondazione Verdeblu e il Comune.

Lei da anni lavora con personaggi dello spettacolo importantissimi, come ad esempio Laura Pausini, anche quest’anno era presente a Sanremo pronto per ogni evenienza vocale degli artisti eppure nella sua attività continua anche visitare persone comuni… le problematiche vocali che incontra sono simili?

Esistono problematiche specifiche legate al performativo nell’arte, anche differenziali tra canto lirico e moderno, al di là una comune base comune di salute vocale. Il performer ha necessità di essere consigliato in quelle che sono le norme essenziali di igiene vocale, comprese le tecniche di idratazione, di essere compreso nella pianificazione degli impegni professionale ed essere dotato di una tecnica di emissione eufonica secondo il concetto di massima resa performativa col minimo dispendio per le proprie corde vocali e spesso necessita di un supporto psicologico. Ma le patologie vocali sono comuni a tutte le persone che usano professionalmente la loro voce, parlata o cantata, in ordine di maggior frequenza edemi da sforzo, noduli, polipi, cisti da ritenzione.

Quanto è importante per un cantante conoscere la propria voce e tenerla curata?

La consapevolezza d’uso dello strumento è essenziale per un cantante, specialmente per quanto riguarda l’alimentazione, il tono muscolare, l’idratazione delle corde vocali, le abitudini voluttuarie come il fumo e l’alcool, ma soprattutto una solida tecnica vocale in relazione allo stile performato, la capacità di saper ottenere dal proprio organo vocale le infinite sfumature che il canto permette con la garanzia di non procurarsi danni.

Il 1 luglio a Bellaria Igea Marina ci sarà una platea formata dai 40 talenti usciti dalle finali nazionali e dal web in parte emergenti, in parte ragazzi che hanno già fatto un po’ di strada, ma siccome il campus sarà aperto anche agli esterni, ci saranno probabilmente anche tanti insegnanti di canto. Quali saranno i temi da lei trattati?

Vorrei soffermarmi soprattutto sulle tecniche di riscaldamento vocale, spiegandone le ragioni e gli effetti fisiologici, e provare insieme a loro alcune nuove tecniche di vocal tract semioccluso che danno nell’immediato un ottimo potenziamento della sonorità, una riduzione del lavoro cordale e un rapido bilanciamento dei risuonatori.  Ma parlerò anche di igiene vocale, dei princìpi di automedicazione spiegando pericoli e vantaggi, e in particolare della fisiologia dei registri vocali nei vari generi di canto.

Il direttore artistico Monia Angeli, cantante di fama nazionale e non solo, usa spesso questa frase rivolgendosi ai ragazzi: “dovete avere il coraggio di farvi trovare pronti per salire sui treni che passano, senza lasciarli sfuggire… ma attenzione, se non sarete pronti vi faranno scendere alla stazione successiva! “ sulla stessa lunghezza d’onda è il presidente di giuria MOGOL che dice in relazione allo studio “Il talento, la scintilla senza impegno e sudore non valgono nulla”. Lei è della stessa loro idea per quanto riguarda il suo ambito?

L’espressione vocale, e ancora più quella artistica, nascono da una disposizione del cuore a comunicare le nostre emozioni e pensieri, manifestazione e connubio tra il qualcosa che abbiamo da dire, che nel canto dell’arte vocale possiamo anche chiamare talento o x-factor, e la capacità meccanica di trasmetterlo attraverso l’uso controllato del nostro mezzo organico, meccanico, la laringe e l’apparato pneumofonico, che necessita perciò di un apprendimento e allenamento. Questo ci ricorda come ogni espressione vocale artistica, ma più in generale umana, porti con sé due elementi che, parafrasando Jane Austin, potremmo identificare come ragione e sentimento: da un lato le capacità istintuali di un artista, l’attitudine interpretativa, il suo modo di saper fare arte, le sue abilità agogiche, la disposizione all’ improvvisazione, le sue dinamiche di ritmo, intensità e frequenza, il suo essere dentro la melodia e dentro il brano, quelli che in linguistica chiamiamo tratti sovrasegmentali, cioè l’intenzione comunicativa trasmessa al di là del non detto esplicitamente dal testo musicale scritto, non tanto ciò che si dice o si canta ma  come lo si dice e lo si canta. E’ quel fattore che ti fa nascere spesso come autodidatta, proprio perché ti viene riconosciuto che “hai qualcosa da dire”. Dentro alla valenza emotiva istintuale, che fa dell’artista un comunicatore di emozioni, riposano le abilità interpretative, magiche, la metafisica del canto, il talento, gestito a volte con un atto di eroismo, perchè al pubblico piace immedesimarsi nella sofferenza dell’artista come in quella dell’atleta che col suo corpo sublima le possibilità motorie. Dall’altro lato invece stanno gli aspetti del codice, la capacità esecutiva legata a modelli di apprendimento di aspetti puramente tecnici, che permettono di soluzionare momenti di difficoltà o trovare soluzioni a difficoltà esecutive, la capacità dunque di fare, essere in grado di eseguire ciò che la scrittura richiede dentro a quel codice e a quello stile, averlo appreso in modo efficace ed economico,  e ciò che nel linguaggio sono anche gli aspetti testuali e linguistici, il cosa si dice. Poter trasferire l’intenzione e avere per essa la massima libertà e gamma di possibilità è in relazione ovviamente al saper fare e al saper conservare, quindi alla competenza tecnica. Così come la sola competenza tecnica in assenza di abilità comunicativa ci permette forse di essere buoni strumentisti o esecutori di fila ma mai interpreti di grande impatto. Dunque l’arte vocale è connubio sapiente di elementi sia emozionali che codificati. L’emozione, l’aspetto interpretativo, il sentimento passano attraverso controlli neurologici sottocorticali, il diencefalo, in aree del cervello più antiche, non a caso l’emozione è più antica e profonda della ragione. Il codice tecnico, il linguaggio della voce, gli aspetti tecnico-prassici sono invece sotto il controllo di aree corticali del nostro cervello dove hanno sede le aree del linguaggio e di aree integrative.

BIM Music Network è una produzione Bim Imprese Confcommercio Bellaria Igea Marina con la direzione artistica di Monia Angeli, in collaborazione col Comune di Bellaria Igea Marina (RN) e Fondazione Verdeblu

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