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Akira Wada del Tokyo Institute of Technology, Presidente della Japan Society of Seismic Isolation il 26 ottobre all’VIII Festival della Diplomazia e in visita ad Amatrice

Diplomacy_Pace e FuturoProtection gap nell’edilizia antisismica: se ne parlerà con Akira Wada del Tokyo Institute of Technology, Presidente della Japan Society of Seismic Isolation, uno dei massimi esponenti su scala internazionale dell’edilizia antisismica, il 26 ottobre alle ore 10.30 presso la Sala Tevere della Regione Lazio, Via Cristoforo Colombo 212.

Akira Wada con il Festival della Diplomazia farà inoltre visita ad Amatrice.

Il problema della vulnerabilità dei territori e dei patrimoni edilizi non è esclusivamente italiano, ma viene vissuto con altrettanta apprensione in tutti i Paesi ad alto rischio sismico.

La necessità della messa in sicurezza è un argomento molto discusso a seguito dei recenti terremoti che hanno colpito l’Italia, ma anche Paesi fra loro molto distanti quali Haiti, il Giappone, la Turchia, il Cile, la Nuova Zelanda.

È evidente che la pericolosità sismica aumenta in presenza di un patrimonio edilizio vetusto e non capace di resistere alle sollecitazioni sismiche. Per quanto riguarda il nostro Paese il Consiglio Nazionale Ingegneri evidenzia come oltre 21,5 milioni di persone abitino in aree del paese esposte a rischio sismico molto o abbastanza elevato (zone 1 e 2) e altri 19 milioni risiedono, invece, nei comuni classificati in zona 3.

Anche se gli eventi sismici non sono prevedibili né evitabili, è possibile, però, pianificare un’azione di contenimento dei danni da essi derivanti, soprattutto rendendo in precedenza le strutture capaci di resistere ai terremoti senza provocare danni alle persone.

Con il termine Protection Gap si vuole definire la differenza fra il valore economico e le perdite protette da un’assicurazione, e sta a indicare il notevole peso umano, sociale ed economico, che ogni Paese è costretto ad affrontare in occasione di un disastro naturale.

Questo concetto porta a interrogarsi su come le diverse Nazioni affrontino il tema della gestione del rischio, attraverso politiche abitative che non permettono la costruzione di nuovi edifici in zone vulnerabili o vicino le coste, e adottando prescrizioni normative per la progettazione, la costruzione e il collaudo di nuove opere, ma anche per l’adeguamento sismico di quelle già esistenti.

Importante capire anche con quali criteri si provveda, nelle varie realtà, alla classificazione del territorio nazionale in zone a diversa pericolosità, introducendo anche l’obbligo per gli enti proprietari di procedere alla verifica sismica degli edifici strategici e di quelli rilevanti per finalità di protezione civile, quali per esempio le scuole o gli ospedali.

Il Festival della Diplomazia – Diplomacy (19 – 27 ottobre) è un viaggio nella geopolitica, che a Roma apre le porte di luoghi istituzionali, università e ambasciate. L’ottava edizione, intitolata “Principi e princìpi – Il sistema geopolitico fra interessi nazionali e valori universali”, stimolerà il dibattito e la curiosità di addetti ai lavori e giovani studenti sullo stato attuale della diplomazia, in bilico fra politiche risolute e approcci multilaterali. Tra gli ospiti Daniel Drezner, Lorenzo Bini Smaghi, Simon Anholt, Giampiero Massolo, Michael Klare, Beatrice Covassi e molti altri.

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