Polizza vita obbligatoria: come sceglierla

E’ molto aumentato negli ultimi anni il numero di soggetti che decidono di stipulare un’assicurazione sulla vita. Nonostante le ultime finanziare abbiano abbassato il tetto di detraibilità di tali polizze, esse continuano a rappresentare una forma di investimento valido sia per coloro che intendono tutelare i propri familiari, sia per quanti desiderano garantirsi un entrata integrativa rispetto alla pensione ordinaria.

Le tipologie di polizza disponibili sono molte e spesso non è facile districarsi nella varietà di proposte che le diverse compagnie mettono a disposizione del consumatore. Tuttavia, il web può essere un ottimo strumento per valutare con calma e approfonditamente le polizze da sottoscrivere: su siti come polizza-vita.com, è possibile in pochi click scegliere la polizza più conveniente per le proprie esigenze. E’ facile constatare che i costi possono essere molto vantaggiosi e che è possibile garantirsi un futuro economicamente più sereno pagando una cifra anche bassa.

Per chi non si è mai addentrato nel mondo delle polizze vita può essere difficile comprendere da subito quali sono le caratteristiche da tenere a mente al momento della stipula, pertanto può essere utile qualche piccolo consiglio. La polizza, innanzitutto, è un vero è proprio contratto, disciplinato dall’articolo 1882 del codice civile.

Tutti i contratti di questo tipo hanno un comune denominatore: le parti stabiliscono una cifra per la quale il soggetto contraente intende assicurarsi e, a fronte del pagamento periodico di un premio da parte del contraente, la compagnia di assicurazione si impegna a corrispondere la somma inizialmente prestabilita, qualora si verifichino determinati eventi della vita (morte infortunio o malattia). In alcuni casi, tuttavia, è possibile anche scegliere un’altra opzione: allo scadere del contratto, sebbene l’assicurato non sia stato colpito da nessun avvenimento sopra citato, a questi può essere corrisposta una cifra mensile come pensione integrativa.

Generalmente la polizza vita copre uno dei due casi: caso morte o caso vita; ma vi sono anche polizze miste. Nel primo caso, si sottoscrive una polizza relativamente rischiosa, in quanto, qualora il soggetto assicurato fosse ancora in vita allo scadere del contratto, la compagnia non sarebbe tenuta a corrispondere nulla (si tratta di un investimento a fondo perduto); il caso vita, invece, riguarda tutti quei casi in cui l’assicurato viene colpito da un evento che ne causa inabilità come un infortunio): l’assicurazione versa una quota mensile (o una tantum) in seguito ad eventi che impediscono al contraente di svolgere la sua normale attività.

Com’è facile intuire, le polizze miste coprono entrambe le casistiche, quindi sono adatte a coloro che intendono tutelare se stessi e i propri familiari rispetto a un più ampio spettro di aventi negativi.

I premi da versare alla compagnia di assicurazione possono essere di vario genere: la rata può restare fissa nel tempo, essere indicizzata secondo l’inflazione o addirittura andare a decrescere. Resta fermo, ovviamente, che tale premio varia in maniera direttamente proporzionale all’importo per cui ci si intende assicurare e all’età del soggetto assicurato.

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