Officina Mille Miglia: la passione…

Aspettando il termine ultimo per l’invio degli elaborati di Officina Mille Miglia, partono una serie di “contenuti speciali” finalizzati a conoscere la trasversalità del mondo Automotive e per apprendere, il più possibile, il mondo della Mille Miglia. Farà da apripista, a questi contenuti, Alan Guerzoni, che con la sua passione e professionalità, analizzerà il mondo delle quattroruote visto dal designer.

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Siamo in un periodo storico in cui, se si può, si emigra fuori dall’Italia eppure, il nostro paese in quanto a tradizione e innovazione, è sicuramente ai primi posti nel mondo. Secondo te, quanto è importante per chi ama il mondo dei motori, lavorare nella nostra terra?

“Ogni popolo ha le sue caratteristiche, e noi, abitanti dello stivale, siamo gran lavoratori, contraddistinti dall’estro, dalla capacità di adattarci rapidamente ma con un pizzico di desiderio di goderci la vita e la famiglia con ironia ed autoironia. Il mio pensiero è racchiuso tutto qui: Puoi avere tutte le risorse del mondo, tutte le migliori maestranze a tua disposizione, ma se non sai miscelare tutto nella giusta quantità è molto probabile che il risultato sia tecnicamente ineccepibile ma emotivamente sterile.

E’ un valore che viene dalla nostra tradizione, ad esempio, lo avremmo sicuramente constatato nei battilastra artigianali, che plasmavano le carrozzerie delle fuoriserie sui modelli di legno negli anni ’50. Prima lavoravano per 12 ore, poi stappavano una bottiglia di lambrusco e si godevano la vita. Ho avuto la fortuna di conoscere dei restauratori di interni in pelle da quasi 50 anni e, dai loro racconti, mi hanno trasmesso estrema competenza, creatività e gioia di vivere.

Questo mix, a mio parere, esiste solo qui ed è un “plus” che non potrà mai esserci portato via. Non è un caso che per quanto riguarda queste arti ed il design siamo ancora un forte polo attrattivo e professionale a livello mondiale, in grado di creare forti personalità, capaci di ottenere l’eccellenza anche all’estero, ma che ne invoglia ancor di più a tentare la carta di una formazione e di un lavoro nella nostra bella Motor Valley.

Magari se cambiasse finalmente qualcosa anche a livello di gestione risorse sul territorio, potremmo attrarre ancora più figure professionali qui, invece di rattristarci della partenza delle nostre… questo è il mio vero rammarico!” 

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La passione e l’ingegno sono i punti cardini che portano ad immaginare e osare sempre qualcosa di più, dai tuoi lavori, oltre che una grande professionalità, è tangibile anche un amore per quello che fai. L’emotività che ruolo ha nel tuo lavoro?

“Il mio lavoro è emotività pura. Come 3D artist vivo un certo disagio dovuto al fatto che, quando cerco di spiegare a qualsiasi persona al di fuori del ramo di cosa si tratta il mio lavoro,  ho la netta sensazione che non venga mai recepito il messaggio, le stesse parole con cui affrontare il discorso sono molto difficili da trovare…

La formazione tipica di una figura professionale come la mia passa per una scuola di design dove si apprende modellazione 3D e qualche fondamento di rendering fotorealistico. Io invece sono un autodidatta puro, che dopo una Laurea in Informatica, ha deciso di fare della sua passione per la grafica 3D una professione. Prima ho lavorato per l’architettura/paesaggistica, poi a seguito della crisi del settore ho preso al volo l’occasione di trasferirmi in ambito automotive.

Vivo ai margini della Motor Valley, nella terra che si incunea fra Ferrara, Bologna, Modena e Mantova. Terra di Nuvolari, Mille Miglia e leggendari costruttori, come Ferruccio Lamborghini che vide i natali a pochi chilometri da casa mia, o di Ettore Bugatti che assemblò la sua prima vettura a Ferrara nel 1900. Terra plasmata dal Po, ricca di nebbie leggendarie e di zanzare colossali, cantata egregiamente dal grande Lucio Dalla, uomo affascinato dal mito della Freccia Rossa. Lo stesso mito che, da bimbo, mi teneva sveglio, fino alle 3, una notte all’anno in maggio, in braccio o al fianco di mio papà che ora purtroppo non c’è più, e con cui non posso più condividere quelle notti speciali. Erano i primi anni della Mille Miglia storica, che passava per il mio paese con l’arrivo a Ferrara. Emotività e passione erano anche starsene acquattati tre o quattro ore al buio dietro un paracarro storto, col freddo o sotto la pioggia, ad aspettare di scorgere il bagliore dei fanali ravvicinati di una Alfa Romeo 8C, una Bugatti Type35, o di una Bentley. Ma prima di vedere la luce, era il rumore che ti restava nell’anima. Il rumore dei carburatori e scarichi di quel magnifico serpentone di auto che sembrava vivo. Lo sentivi avvicinarsi nel buio, come il ruggito di una bestia feroce. Poi ti passavano a fianco in velocità e assaporavi l’odore di benzina bruciata e di olio… ma a quel punto era già tardi, bisognava girarsi in fretta perché ormai ti stavano già puntando i fari della successiva…

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E questa emotività legata ai miei ricordi la porto anche con me, sul lavoro. In definitiva non mi occupo di progettare, ma di dare vita ai progetti di altri lavorando sulle matematiche tridimensionali fornitemi. E, come tutti gli artisti, mi sono concesse alcune licenze che trascendono dalla semplice fisica delle geometrie e dei materiali. Il cardine di ciò che faccio, il messaggio, deve andare oltre la fredda matematica, per emozionare l’osservatore come farebbe un quadro o un’eccellente fotografia in un film.

Io, ad esempio, adoro i riflessi morbidi e caldi generati dalla luce di un tramonto su una carrozzeria scura, ed alcuni dei momenti automobilistici che ricordo con più piacere sono legati proprio a questo orario, a Villa Erba a Cernobbio, al Concorso di Eleganza di Villa d’Este, quando la gente era ormai sfollata e io potevo ammirare una Alfa Romeo tipo 33 stradale del ’67, una Lamborghini Miura, o ancora la Ferrari p4/5 by Pininfarina di James Glickenhaus, mentre venivano caricate sulle bisarche. E’ per questo che nei miei renderings ho ambientato la vettura proprio a villa Erba, ma anche al tramonto e di traverso in pista con tanto fumo.

Esclusa la pura tecnica, lo ritengo un buon lavoro, proprio per ciò che mi ricorda. So che devo oggettivamente ancora crescere in molti ambiti, animazione 3D, video editing e visual effects in primis. E’ proprio vero che nella vita non si finisce mai di imparare!”  

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Vogliamo essere positivi e pensare che il mondo dell’auto si riprenda finalmente da un periodo che non verrà ricordato come i più rosei. Se potessi sognare ad occhi aperti, dove vorresti lavorare in futuro e cosa vorresti fare?

“Sono già felice. Nel 2013 dopo qualche mese di incertezza, ho trovato l’annuncio di lavoro per un 3D artist in provincia di Modena, settore automotive, e ho risposto speranzoso ma realista che ci sarebbero stati altri profili più interessanti e specializzati di me. Oggettivamente il salto tecnico qualitativo dall’architettura era notevole, ma mi sono “rimboccato le maniche” e ho guadagnato la fiducia dell’ambiente. Ora dopo un anno di conoscenza, stiamo iniziando una collaborazione più stretta ed allargando il raggio dei clienti anche al di fuori dell’automotive. Stanno arrivando soddisfazioni che non credevo possibili, sto visitando per lavoro luoghi in cui si è scritta la storia dell’Automobilismo mondiale. Certo, come scrivevo prima, il cammino è ancora lungo e la qualità e la specializzazione devono aumentare ulteriormente. In particolare vorrei uniformarmi ancora di più ai gusti dei clienti per sapere a colpo sicuro come intervenire, risparmiando tempo prezioso. Ma, per ottenere questo risultato, basta l’esperienza, e quella arriverà col tempo. L’unico desiderio è quello di allargare ancora di più il numero di clienti serviti in ambito automotive, con altri prestigiosi costruttori della Motor Valley.”

 Torna al web: www.officinamillemiglia.com

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