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Chi siamo

Mina Epifani
Nata e cresciuta a Mesagne, troppo stretta.
Lecce, Accademia di Belle Arti.
Guardavo Passepartout e Nonsolomoda, e sognavo Milano. Un po’ prima, Firenze, ma solo perché avevo perso la testa per un poeta fiorentino.
Milano, Brera, finalmente.

Fin da piccola ho sempre avuto l’ossessione di migliorare tutto ciò che c’era intorno a me, con quei pochi mezzi che avevo a mia disposizione.
Ricordo che una volta dipinsi tutte le preziosissime statuette di Capodimonte di mia nonna con una fantastica vernice verde fosforescente.

Nei quadri di casa sostituivo le immagini dipingendone altre, a mio parere più accattivanti e più adatte al contest.
Alle medie sostenevo che la storia dell’arte non servisse a niente, per poi finire a studiarla e a convincermi che l’immagine è tutto.
Ho paura della solitudine, tranne che di notte.
Di notte scelgo di passare tante ore a me stante, in compagnia di internet e buona musica.
Colori preferiti fucsia e viola, adoro i fiori, specialmente le peonie: me ne sono tatuata una sul piede sinistro.

Mi siedo spesso alla macchina da cucire, anche se sono autodidatta: a oggi, le uniche persone che abbiano indossato qualcosa confezionato da me sono state mia sorella Isabella e le mie due amiche Sara e Kuzzellen, piccoli regalini per tirarle su nei loro giorni no.
A scuola, ritraevo i miei compagni sul quaderno di biologia durante le interrogazioni: la biologia mi ha sempre affascinato, il DNA, le cellule, soprattutto i mitocondri. Mi piacciono i mitocondri.

Impegnavo le ore di lezione guardando fuori dalla finestra e immaginando qualsiasi cosa, purché non avesse a che fare con quello che avevo intorno.
Non ho ancora smesso di guardare fuori, di fotografare scenari in continua evoluzione: delle case in cui ho vissuto, delle diverse fasi della mia vita…
Amo la musica dal vivo, i concerti reggae, il jazz e l’elettronica.

Appassionata di design, moda, fotografia, pittura, insomma dell’Arte in ogni sua manifestazione.
Nascondo in casa meravigliose e variopinte parrucche, nonché decine di paia di occhiali, da vista e da sole, che cerco di tenere lontani dalle grinfie delle mie due più grandi estimatrici, Giorgia e Roberta.
Leggo poco, ma adoro circondarmi di libri e vorrei avere in casa una libreria enorme. Nell’attesa, mi sono portata avanti con un fidanzato che di libri ne divora, e forse un giorno ne scriverà.

A proposito: mi piace scrivere, e sono sgrammaticata come pochi.

Tutti segnali di una che ha qualcosa da dire, e non è la sola.

 

Mirko Elia
Voleva fare il redattore, infatti fa l’agente immobiliare.

Per fortuna, a casa ha una bella pergamena di laurea in Scienze Politiche incorniciata sopra al suo letto.
L’ha ritirata quest’estate: l’hanno convocato dalla Segreteria di Facoltà, incredibilmente era già disponibile.
Si è laureato nel 2005.
Probabilmente, però, senza pergamena non vale, e allora per sei anni fa il diplomato: qualche stage, due contratti a progetto, addirittura uno di apprendistato, che suscita le invidie dei più.

Vive in Calabria, ma il mare è troppo salato, e il sole lo fa sudare. Si trasferisce allora a Milano, nel gennaio più freddo degli ultimi decenni, quello della Grande Nevicata.
A distanza di anni, ha capito che si suda anche lì, ma senza il mare. S’interessa un po’di Tutto, ma lo affascina il Niente, ci sguazza.
Vive di parole, nella sua testa una miriade, dalla sua bocca non sempre quelle giuste.
Pensa che una donna è per sempre, ma lo pensa troppo spesso, finché Una non lo pensa di lui.

Perde la vista correggendo bozze su bozze, giurando amore eterno alla carta stampata, infatti adesso prova a scrivere e a vivere sul web.

C’è da fidarsi.


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