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Il pittore italiano Ignazio Gadaleta, protagonista dagli anni Ottanta della pittura aniconica in Italia e noto per le sue ricerche cromatiche espresse in opere d’arte, è autore del suo secondo libro dal titolo Punti e filamenti di colore nella pittura italiana dal Divisionismo a oggi.

Un libro di pittura, un libro di colore promosso dall’Accademia di Belle Arti di Brera, edito da Silvana Editoriale. Finito di stampare nel febbraio 2018, è distribuito in libreria e disponibile nei canali di vendita on-line.

L’opera è principalmente visuale, documenta puntuali riferimenti storico-critici e apre a un’inedita visione storica della pittura italiana contemporanea. C’è una linea di continuità, sviluppo ed evoluzione nella pittura italiana del Novecento (e anche del Duemila), che ha come sorgente le definizioni linguistiche del Divisionismo italiano.

Il libro concretizza, principalmente attraverso apposite riprese fotografiche di particolari di opere, alcuni momenti dello specifico sguardo di pittore dell’autore, in viaggio nel tempo delle memorie di diverse declinazioni linguistiche in successione storica, fino al passaggio nel presente, in proiezione futura.

In oltre 200 pagine molti sono gli artisti protagonisti, da Gaetano Previati a Enrico Castellani e fino al giovanissimo Elias, passando per Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Lucio Fontana, Piero Dorazio, Tancredi Parmeggiani e Mario Nigro, solo per citarne alcuni.

Questa operazione rientra nelle azioni dei Dialoghi di colore di Brera ed è la premessa finalizzata all’avvio di uno specifico dibattito aperto.

«Questa assoluta professione di pittura, oltre l’azione quotidiana del mio dipingere, è testimonianza teorica che solo apparentemente si configura in termini storico-critici. – Afferma Gadaleta e prosegue –Questo libro di pittura, fondamentalmente visivo, oltre ogni quadro, dichiara ulteriormente il mio carattere espressivo, consapevolmente partecipe di una linea storica dell’arte moderna italiana che, fra evoluzioni e permanenze, nella luminosità del colore afferma la propria identità.»

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