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Le luci di Natale

Mi alzo da questa sedia, vado in cucina e preparo il caffè.

Mi ripeto mentalmente – come ogni volta – che è assurdo che ci sia ancora chi non capisce che l’acqua deve arrivare fino a coprire metà valvola, e che non bisogna pressare il caffè nel filtro…

Scuoto la testa, e accendo il gas.

Fisso come ipnotizzato la fiamma, vengo rapito dal borbottare del prezioso nettare che sale, mescolo meccanicamente il caffè dentro la moka, ché è bene renderlo più omogeneo uniformandone la densità, e verso.

Un cucchiaino di zucchero, scarso.

Ritorno al computer con la mia tazzina, bevo e, con disarmante e prevedibile consequenzialità, accendo una sigaretta.

Non sono ancora pronto ad affrontare il foglio bianco, né voglio affrontare il bianco esterno della neve che è caduta nei giorni scorsi, per cui decido che il bianco oggi è bandito, in ogni sua forma, manifestazione e tonalità.

Lo zucchero, infatti, era di canna.

Ma come sfuggire al bianco imperante di questi giorni?

È ovunque, il maledetto.

Nei muri intorno a me, che ho voluto io bianchi, nei tasti sotto le mie dita, nelle previsioni meteo…

Devo alzarmi immediatamente, e andare alla finestra.

In casa ne ho cinque: scelgo quella del bagno, sia perché posso comodamente appoggiare il ginocchio sul bidet, sia per non farmi trovare impreparato dai possibili, nefasti esiti del mix caffè-sigaretta.

Fuori c’è un freddo assassino, ma spalanco lo stesso.

Dall’alto del mio piano rialzato, spengo la luce, chiudo gli occhi e aspetto.

Aspetto che il bianco si dissolva dalla mia mente, aspetto che il rumore dei tacchi di un anonimo passante mi risvegli, aspetto che la strada si popoli di macchine, di clacson, di camion, aspetto un bell’ingorgo, magari anche un bel tamponamento, ma niente.

Riapro gli occhi: effettivamente il bianco non c’è più: ha lasciato il posto al suo fratellastro, il Grigio.

Fuori c’è l’Ortica.

E nient’altro.

Lontano, da qualche parte, a ovest da qui, credo esista una Città che lotta con le unghie e con i denti, che tenta disperatamente di sottrarsi al grigio che avanza, che anzi finge di ignorarlo e va avanti come se niente fosse.

Ma qui la Città si è ormai arresa: gialli lampioni illuminano con la loro luce spettrale l’aria gelida che promette neve, una vecchia tutta imbacuccata porta a spasso il cagnolino con passo malfermo, mentre lo sgrida perché tira troppo…

Si chiama Trottola, scopro.

In lontananza, però, un ragazzo e una ragazza, seduti su un motorino.

Ecco chi potrebbe salvarci, e dare un senso a tutto questo…

Se solo si baciassero, il grigio scomparirebbe, almeno per un istante…

Se solo si baciassero, allora questo quartiere, con le sue case, con le sue vie e con le sue botteghe prenderebbe il volo…

Via, oltre la ferrovia, oltre Lambrate, verso occidente, verso la Vita.

Planerebbe dolcemente tra le eleganti vie dello shopping, atterrerebbe con grazia in mezzo ai signorili palazzi d’epoca, si poserebbe senza fare rumore sotto le luminarie, come la neve, e il grigio, il bianco e tutti gli altri colori dell’iride non avrebbero più senso, perché uniti in una girandola accecante di allegria…

Se solo si baciassero…

Avranno sì e no quindici anni: si tengono le mani, si guardano negli occhi…

Chiudo la finestra.

Non voglio sapere come va a finire, ma qualcosa mi spinge ad accendere le luci dell’albero che sopravvive da qualche giorno in un angolo della sala, e si accendono anche tutte le lucette abbarbicate alla libreria dall’altra parte della stanza, e il foglio bianco improvvisamente non mi fa più paura, anzi mi invita a macchiarlo di parole…

Accendo un’altra sigaretta, l’ennesima, e sorrido intanto che fumo.

Si sono baciati, scommetto.

Non resisto: devo controllare.

Corro alla finestra, la apro di botto e mi affaccio.

Nessuno.

Solo la vecchia di prima, che passa di nuovo sotto la mia finestra.

Trottola si ferma un attimo, mi scruta, abbaia, e poi riparte.

Già, buon Natale anche a te.

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3 total comments on this postInvia il tuo
  1. …e tanta grazia che la nonnetta e Trottola non si siano baciati :)))

  2. Tornando nella tua città natale, constaterai che genere di clima natalizio (mi si passi il gioco di parole) c’è…e rimpiangerai il tuo Trottola!

  3. Complimenti … assolutamente una fotografia perfetta di una domenica innevata, gelida, in zona Ortica. Mi chiedo a che razza possa appartenere questa “trottola” che tira e si dimena sulla neve. Mmah …

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