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Sulla scia del claim del Festival della Crescita 2019/2020, Designing Happiness, un incontro su “La desiderabilità del segno” ha visto emergere il concetto, concretizzato in diversi progetti, di Agopuntura urbana. Presentato dall’esperto sull’argomento Matteo Pettinaroli, Agopuntura urbana si occupa di rigenerazione delle città attraverso una modalità nuova e visionaria

Dalla sfida lanciata durante l’ultima tappa del Festival della Crescita a Milano (l’edizione 2019/2020 è stata centrata sul claim, lanciato dal sociologo Francesco Morace, Designing Happiness) è emerso prepotente il messaggio di Agopuntura urbana: oltre alla bellezza e all’atto creativo si impone una risposta composita ai desiderata in ambito sociale. “La desiderabilità del segno” è stato un concerto a tre voci con Paolo Rossetti, Simonetta Ferrante e Matteo Pettinaroli, in cui è stato possibile immergersi in una ramificazione di segni, una texture di relazioni, una trama di gesti.

Proprio nell’incontro focalizzato sulla “Desiderabilità del segno” è stata presentata da Matteo Pettinaroli, architetto, il tema dell’“Agopuntura urbana”, che non è una teoria ma un concetto molto pratico che ha dato vita ad una serie di progetti ben ancorati alla realtà.

“Agopuntura urbana” spiega Pettinaroli “nasce dal desiderio di provare a fare qualcosa di visionario nell’ambito dell’architettura ma con una concretizzazione sul sociale, che rappresenta  poi la sfida del momento per qualunque urbanista. Penso infatti che l’architetto debba avere un ruolo attivo all’interno delle tematiche sociali, magari attraverso la riqualificazione di spazi urbani abbandonati e dimenticati, che non significa solo rigenerazione fisica ma comporta anche la rivitalizzazione del contesto sociale. Agopuntura è quindi una rigenerazione urbana attraverso una modalità nuova e visionaria”.

Agopuntura in inglese deriva da ago, needle, che racchiude il verbo need e quindi un bisogno, perché intende lavorare sulle necessità delle persone; grazie anche all’architetto e urbanista brasiliano Jaime Lerner, è stata trasformata in un modello di sviluppo e oggi è un collettivo che utilizza nuove tecniche di architettura e urbanistica contemporanea.

“Agopuntura urbana è un ‘segno’ leggero fatto di relazioni, dinamismo e partecipazione attiva per valorizzare gli spazi collettivi del futuro. Lo spazio pubblico e il design urbanistico partecipativo quindi si incontrano e disegnano una mappa dell’immateriale, che, in qualche modo, è lo spirito del futuro” chiarisce Pettinaroli.

L’incontro “La desiderabilità del segno” è nato anche per festeggiare i 100 anni dalla nascita del Bauhaus e proprio il grande pensiero di Gropius ha fatto da cornice alla nascita di questo concept che proseguirà il suo cammino nel 2020. “L’eredità di Bauhaus non è fondamentale soltanto per il segno” evidenzia l’esperto di Agopuntura urbana Matteo Pettinaroli “ma anche per i processi e le dinamiche che ha innescato, primo tra tutti l’orizzontalità (nel rapporto professore – studente – utente), estremamente attuale nell’innovazione e rigenerazione urbana”.

In chiusura, il pensiero del sociologo Francesco Morace: “attraverso l’emozione estetica scopriamo e impariamo a conoscere il mondo, in cui la realtà è intessuta di immaginario e l’immaginario è intessuto di realtà”.

 

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