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2019-04-12 12.40.51 pm

La prima presentazione in Italia de ‘Il complesso occidentale’, il fortunato libro del politologo e saggista francese Alexandre Del Valle da pochi giorni uscito anche nelle librerie italiane per Paesi Edizioni, dopo il successo ottenuto in Francia (L’Artilleur editore). L’appuntamento è per martedì 16 aprile, dalle ore 19:30, a Roma – Trinità dei Monti, Giardino Segreto c/o Il Palazzetto, Vicolo del Bottino 8 –  per parlare della geopolitica della colpa con l’autore e altri ospiti.

Ne ‘Il complesso occidentale – Piccolo trattato di de-colpevolizzazione’, Alexandre Del Valle contrasta il “terrorismo intellettuale” nato intorno al senso di colpa dell’Occidente, trovando per la strada compagni di peso quali Alain Fienkelkraut, Pascal Bruckner, Marcello Pera, Magdi C. Allam, Giovanni Sartori Oriana Fallaci.

Una linea critica, decisamente minoritaria in campo intellettuale, che approfondisce il tema del senso di colpa europeo, in una visione originale e nuova: secondo l’autore il senso di colpa europeo per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo è una malattia mortale, di essenza masochista, che può colpire tutti quelli che non hanno gli anticorpi. Per smontarlo Alexandre Del Valle usa nel libro ragionamenti fondati che contrastanoquel complesso occidentale che riesce a colpevolizzare più la vittima che il carnefice.

«Fa bene Alexandre Del Valle – scrive Marcello Veneziani nella prefazione – a smontare con argomenti convincenti, quel diffuso, pervasivo senso di colpa dell’Occidente nei confronti del resto del mondo, in particolare dell’Islam, del sud del pianeta e di quelle terre che furono un tempo colonizzate. È un complesso indecente quanto ingiustificato, la vergogna di essere quel che noi siamo e figli di quella storia, di quella civiltà, di quel modo di essere. Una forma di auto-colpevolizzazione, a volte grottesca, che poi coincide con il canone occidentale presente, quello che viene definito politically correct e con il dogma umanitario dell’accoglienza, dell’apertura senza limiti ai migranti».

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