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Sempre più persone soffrono di attacchi di panico dovuti a stress ed eventi traumatici: la Dott.ssa Carbone, psicologa a Milano, ci spiega perché.

attacchi-di-panicoSe ne sente parlare spesso ma pochi sanno cosa sono realmente gli attacchi di panico: il numero di persone affette da questo disturbo d’ansia è in continua crescita, principalmente a causa del ritmo di vita frenetico e stressante a cui ci troviamo sottoposti quotidianamente.

Per capire meglio le cause degli attacchi e le possibilità d’intervento per aiutare i soggetti affetti da questo tipo di problematica, abbiamo chiesto il parere medico della Dott.ssa Elena Carbone, psicologa a Milano e Piacenza.

In che cosa consiste un attacco di panico?

Sudorazione eccessiva, tremore, problemi nella respirazione, battito accelerato e nausea. I sintomi sono diversi ma chi prova questo genere d’esperienza riferisce sempre un’immotivata paura di morire.

L’intensità di un attacco, che si presenta senza preavviso e può scatenarsi senza che si verifichi una reale situazione di pericolo possono rappresentare un problema reale nella vita quotidiana del paziente: il timore di un attacco diventa il deterrente per evitare situazioni sociali, accentuando l’isolamento e la solitudine. Un consulto psicologico è fondamentale per imparare a gestire gli episodi e riprendere in mano la propria vita.

 

Esiste una cura contro gli attacchi di panico?

Grazie ad un percorso di psicoterapia ad hoc possiamo individuare insieme le tecniche più efficaci per riconoscere i sintomi e imparare a gestire un eventuale attacco. Il punto focale sta proprio nella capacità di controllare la paura: se si sa come dominarla, sapremo anche evitare il verificarsi di un attacco.

Confrontarsi con la “paura della paura” significa mettersi faccia a faccia con le situazioni temute che solitamente tendiamo ad evitate mettendo in atto la respirazione lenta e tecniche di rilassamento neuro-muscolare progressivo. Oltre a queste pratiche “d’aiuto” si sfruttano anche tecniche d’immaginazione guidata e la psico-meditazione, permettendo così al soggetto di fare progressi davvero notevoli.

Quali tecniche preferisce lei per trattare i pazienti affetti da questo problema?

Personalmente tendo a privilegiare il metodo del Dott.Barlow, un psicologo americano conosciuto in tutto il mondo proprio per gli studi approfonditi che ha condotto su questo tema. Grazie alla psicoterapia cognitivo-comportamentale riusciamo ad ottenere il 70-90% di successo, e i pazienti ritornano a vivere una vita serena e felice.

 

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