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birra pagnotta

Su una tavola imbandita non possono mai mancare una bella fetta spessa di pane casereccio e un buon boccale di birra fredda.

Due ingredienti semplici e genuini, che forse non saranno l’ideale per la linea, ma che per il palato sono un momento di pura gioia.

Come dice il proverbio infatti “Il pane è l’energia della vita, ma la birra è la vita stessa.”

Un proverbio di origine inglese, ma che rappresenta alla perfezione la storia tutta italiana di cui stiamo per parlarvi.

Dall’unione di pane e birra infatti nel 2017 nasce per caso, quasi per gioco, Birra Pagnotta. Un sapore unico e inimitabile, nato dall’idea del centravanti dell’Empoli Francesco Caputo (Ciccio Caputo) e dei suoi soci, tutti di Altamura, tutti legati indissolubilmente al loro territorio.

Nella Birra Pagnotta luppolo agrumato, malto e orzo si fondono nei sapori e nei profumi al pane di Altamura DOP, unito agli altri ingredienti nel processo di bollitura, per creare una birra bionda ad alta fermentazione, in stile belga, non pastorizzata, né filtrata, con un gusto dolce ma dal finale leggermente amarognolo e agrumato.

Leggiamo sull’etichetta: “Pagnotta è la prima birra con Pane di Altamura DOP. Prodotta con semola rimacinata e lievito madre. Birra e Pane DOP, un legame unico e indissolubile che produce profumi intensi e fragranti, secondo l’antica tradizione dei monaci birrai. Gusto pieno, complesso e profondo”

Anche la produzione, limitata per garantire una birra artigianale di alta qualità, è tutta italiana: Birra Pagnotta infatti viene prodotta in Umbria in un microbirrificio, Birra Perugia, premiato come birrificio dell’anno nel 2016 e che ad oggi continua a ottenere premi e riconoscimenti.

Una birra assolutamente da provare, ogni sorso di Pagnotta è un tuffo nei profumi e nei sapori della Murgia.

Un grande traguardo per i soci di Altamura, che attraverso Birra Pagnotta vogliono valorizzare e far conoscere in tutta Italia la loro terra d’origine.

Questo già a partire dall’etichetta, ideata dal designer di moda Gianmario Stuppello, che con l’effigie di Federico II di Svevia è diventata omaggio alla tradizione, alla storia e al terroir –“terruar”, come lo pronunciano in barese- di Altamura e della Murgia.

Per concludere vogliamo lasciarvi con una piccola curiosità: lo sapevate che Francesco Caputo ad ogni gol esulta fingendo di bere una bottiglia di birra?

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