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CALICI DI SANGUE – ASPETTANDO LA SAGRA DEL DIAVOLO 
IV Appuntamento: domenica 28 Giugno
Presso “Fondo Verri”-Via Santa Maria del Paradiso, 8
73100 LECCE

INGRESSO LIBERO

Ospiti: Massimo Pasca, Giacomo Rosato, Giampaolo Montinaro, Vale Niura Calvani, Betti Greco.

Conducono: Loredana Bio & Marika P. Lerario

In mostra le opere di Massimo Pasca e Giacomo Rosato.

A seguire live *Jam del diavolo*

Una serie di appuntamenti con i protagonisti, gli organizzatori, gli ospiti passati e futuri dell’evento cult dell’estate salentina “LA SAGRA DEL DIAVOLO” ideata da Luigi Bruno e Giulio Vaglio che come da tradizione invade location inusuali del Salento tutti i 20 agosto.
Durante questi piccoli incontri gli artisti ospiti si raccontano e ci raccontano il loro mondo , parole e curiosità da gustare tra vino e musica…

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MASSIMO PASCA
Artista poliedrico, salentino di origine e pisano d’adozione, è considerato uno dei più attivi live painter italiani.
Già dal 1994 porta sulle coste pugliesi il concetto di live painting con numerosi happening in compagnia di dj, musicisti e poeti e pittori in storici locali come Fico d’india, Cotriero,Sambo, Casablanca, Blue Caos, Buenavista, Lythos.
Ha dipinto per collezionisti privati, istituzioni, festival musicali, centri sociali, cineclub, teatri, musicisti e per la moda. I suoi disegni sono finiti su maglie, borse e copertine di dischi, libri e manifesti.
Trasferitosi a studiare a Pisa nel 1994 si laurea alla Facoltà di Lettere e Filosofia in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi sul rapporto tra pittura e cinema nel lavoro cinematografico di Pier Paolo Pasolini e Danilo Donati.
Negli anni toscani ha continuato a dipingere dal vivo sperimentando dall’astratto al surrealismo fino alla pop art influenzata dal mondo dei fumetti, la maggior parte delle volte dipingendo con numerosi musicisti come Can D, Opa Cupa, Negrita, Piero Pelù, Bandabardò, Roy Paci, Cor Veleno (durante il concerto “Scartati” a Pratovecchio) e sul palco con Ebony Bones,Finaz, Marta sui Tubi,Luci della Centrale Elettrica, Tommaso Novi (Gatti Mezzi) , Andrea Mi, Francesco del Prete e Lara Ingrosso, Joy Cut, Esquelito, Roberto Angelini.
I suoi live painting hanno toccato luoghi non usuali tra i quali il MACRO (Museo Arte Contemporanea di Roma), Piper Club (durante la presentazione del libro The Clash di ISBN editore), Link di Bologna, MEI di Faenza, Circolo degli Artisti, Mandela Forum di Firenze, IED Istituto Europeo di Design, MAT Museo, MEDIMEX Bari, Bari Unplugged.Oltre a centinaia di locali sparsi per la penisola.
Nei venti anni pisani ha vissuto tra musica e pittura, come scenografo e aiuto scenografo (aiuto scenografo di Carmelo Giammello Premio UBU) di molte produzioni, lavorando con Gabriele Lavia, Mariangela Melato, Francesco Freyre, Letizia Giuliani, Daniele Sala, Caludio Neri, per teatri come il Teatro S. Andrea di Pisa, il Teatro Verdi, lo Stabile di Genova, Il Teatro delle Celebrazioni di Bologna.
Attualmente si occupa di teatro dub e slam poetry (Vincitore del Salento Slam Poetry, 7° classificato al Campionato Nazionale di Poesia Orale a Bologna nel 2012, secondo classificato a Bari poetry Slam.
Ha esposto in centinaia di mostre tra personali e collettive nazionali ed internazionali.
Pubblicazioni sull’artista:
Elia Marchi studente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa, nel 2009 si laurea in Cinema Teatro e Produzione Multimediale con una tesi-documentario su di lui e il suo profilo artistico, tesi dal titolo “Unipasca” che racconta le esperienze artistiche di Massimo Pasca a Pisa.
Nel mese di Ottobre 2012 esce il libro “Keith Haring a Pisa” Cronaca di un murales, per le edizioni ETS, nel libro ci sono quattro pagine di intervista a Massimo Pasca considerato uno degli eredi del segno del pittore americano.
Hanno scritto di lui: Lorenzo Mazza, Matteo Lucchetti, Antonietta Fulvo, Maurizio Nocera, Alessandra Ioalè, Bruno Pollacci, Massimiliano Sbrana, Giuseppe Arnesano, Elena Antonacci, Enrico Catassi.
Dopo venti anni passati a Pisa si trasferisce nel 2012 nella sua terra natale, la penisola salentina.

GIACOMO ROSATO
Piccole sospensioni della realtà che aprono squarci di un inconscio drammaturgico. La fantasia degli scatti di Giacomo è l’alternativa concessa allo specchio di Alice, di uscire dall’immaginario per invadere la quotidianità. Anche perché spesso si tratta proprio di situazioni reali che si nascondono allo sguardo di tutti i giorni.
L’obiettivo, in questi casi, diventa la lente d’ingrandimento di prospettive che siamo abituati a derubricare nel passaggio veloce di occhiate destinate ad altre mete, fino a che le mete stesse non diventano troppe e smarriscono un senso.
Altre volte, invece, queste foto si concedono racconti più complessi affidandosi, appunto, ad un inconscio popolato di personaggi fantastici, di fantasmi che affiorano qua e là tra i pensieri e i paesaggi.
Che siano percezioni di vita ordinaria o frammenti di impulsi irrazionali, queste immagini cercano risposte.
Che, naturalmente, non troveranno quasi mai.
Però, nel processo, svelano pieghe di riflessione sul prima e sul dopo. Concedono una pausa dagli sguardi più ovvi e aprono scenari di possibilità impreviste ma rappresentabili.
Succede così, frequentemente, che guardandole ci si interroghi sul recente passato o sull’immediato futuro di ciò che è diventato immobile nella magia vetrosa dell’obiettivo. E qui, ad ogni osservatore è concesso di intervenire con la propria immaginazione. Oppure, semplicemente, ritrovare qualcosa che si credeva perduto.
Franco Farina

GIAMPAOLO MONTINARO
Classe 1979, nato da una famiglia di artisti (pittori, scultori, falegnami).
Da sempre affascinato dal mondo dell’arte, dal disegno soprattutto.
A quindici anni ha iniziato ad interessarsi all’antica arte del tatuaggio.
Osservatore di chiunque avesse segni indelebili sottopelle, si domandava come fosse possibile che una così piccola quantità di inchiostro potesse segnare così a lungo il corpo ed arrivare a creare piccole grandi opere d’arte.
Ha iniziato a sperimentare sulla sua pelle, tatuando a mano con aghi ed inchiostro di china e successivamente con arcaiche macchinette auto costruite.
Terminati gli studi superiori, dopo aver collaborato con altri tatuatori, a ventitre anni ha aperto uno studio in cui tuttora lavora dedicandosi con passione ad ogni singolo tatuaggio che disegna personalmente.
Tatuaggi a cui esige di dare a chi lo indossa e lo esibisce un significato unico, profondo e comunicativo.
Un ruolo importante per la sua formazione hanno avuto le conventions che gli hanno permesso di ammirare artisti dal calibro internazionale, occasioni che gli hanno permesso di confrontarsi con tatuatori grazie ai quali colleziona sulla sua pelle pezzi che raccontano la sua storia.
Cerca costantemente una crescita artistica e personale viaggiando e lavorando fianco a fianco con artisti che credono fortemente nell’arte del tatuaggio e nella comunicazione anche attraverso altre espressioni artistiche. Si dedica molto al disegno tenendo seminari su tecnica, espressione e personalità del segno.
Ha elaborato tatuaggi di ogni genere: tribale, figurativo, giapponese, lettering, maturando maggiore interesse per tatuaggi con soggetti tradizionali, cercando di riportare su pelle ciò che va oltre la moda del momento.

VALE NIURA CALVANI
Mi chiamo Valentina, ma odio essere chiamata così; il mio nome d’arte da sempre è “Niura” in cui risiede la mia anima dark e il mio essere costantemente ombellicordonata alla mia terra, il Salento. Ho studiato da fashion designer all’Alma Mater Studiorum di Bologna città che mi ha inevitabilmente trasmesso il gusto per l’underground e per il misticismo intrinseco dei portici opachi e scuri. Amo spaziare tra i ritratti di bambole nipponiche dall’espressione contrita e disturbata, come bamboline possedute dall’oscurità ai soggetti animali dei quali restano solo le ossa craniche, a ricordarci di un costante e fiabesco memento mori.

Per concludere definisco il mio stile crepuscolare e psicologico alternato tra la voglia di digitalizzare le emozioni e di riversarle tramite grafite su una rumorosa superficie cartacea.

BETTI GRECO
Nata a Campi Salentina nel 1987, vive e disegna tra Lecce e Roma.
Dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica, intraprende la sua carriera artistica da autodidatta a Lecce, creando quadri ad olio e disegni iperrealisti.
Nel 2006 vince il primo premio di pittura “Trofeo Città di Lecce”.
Parallelamente sviluppa il suo amore per satira e fumetti realizzando vignette e strip per riviste e quotidiani nazionali, quali “L’Unità”, “Liberazione”, “Mamma!”, e partecipando ad esposizioni in tutta Italia, ad esempio nel Museo della Satira (Forte dei Marmi) e nell’edizione del 2010 di “Crack! Fumetti dirompenti” (Roma).
Nel 2011 ottiene il terzo posto a “Una vignetta per l’Europa”, concorso indetto da L’Unione Europea e promosso dalla rivista “Internazionale”.
Nello stesso periodo intraprende la strada da illustratrice: la possibilità di condensare suggestioni e concetti in un’unica immagine è, probabilmente, ciò che le permette di esprimere al meglio se stessa.
A Roma lavora come t-shirt designer per aziende italiane ed estere. Realizza per i brand romani “Impure” e “Myboo” t-shirt non solo per il mercato, ma anche per tv e cinema (una delle sue maglie è indossata da Edoardo Leo, protagonista del film “Smetto quando voglio”), grazie alle quali partecipa nel 2013 al “Bread And Butter” di Berlino, esposizione dei principali fashion brand mondiali.
Attualmente lavora come illustratrice e designer per aziende italiane ed estere, in particolare americane e mediorientali, e nel tempo libero sperimenta fumetti.
Artisticamente inquieta, è in continua ricerca di nuovi stili e linguaggi espressivi.

 

Betti Greco

Giacomo Rosato

Giampaolo Montinaro

Massimo Pasca

Valentina Niura Calvani

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