fbpx
  • SEZIONI
Alfonso Grassi002_ph Giovanna Dal Magro

Il 15 gennaio 2019 si è tenuta a Palazzo Marino la conferenza stampa del CASVA, il Centro Alti Studi sulle Arti Visive, in cui si è annunciata una nuova e importante acquisizione: quella dell’archivio dello Studio MID Design/comunicazioni visive.

Nello specifico sono stati donati gli archivi di Alfonso F. Grassi e di Alberto Marangoni, grazie alla volontà di Anty Pansera, storica e critica di design, e dello stesso Alberto Marangoni, co-fondatore del MID.

Da oggi l’archivio dello Studio MID Design/comunicazioni visive diventa così patrimonio dei milanesi, donando alla collettività un ulteriore spaccato di quella che è stata la cultura italiana del progetto tra gli anni ’60 e i primi anni ’90 del Novecento.

“Accolgo con piena soddisfazione l’atto di donazione al CASVA di Milano dell’archivio dello Studio MID design/comunicazioni visive, studio nel quale, ho condiviso con Alfonso Grassi e a Gianfranco Laminarca, anni di intenso impegno professionale e di profondi valori umani.” – afferma Alberto Marangoni.

E Anty Pansera continua: “Da storico e critico del design, ed anche da persona che dal 1973 ha seguito ( e in alcuni casi collaborato) con lo studio MID, credo che il CASVA stia ricoprendo e sempre più possa ricoprire, un ruolo centrale nella conservazione, valorizzazione di tutti i materiali della cultura del progetto che Milano in particolare e i suoi progettisti hanno prodotto, archiviandoli e catalogandoli perché tutti gli studiosi abbiano la possibilità di ricostruire decenni fondamentali per il Made in Italy”.

Nato nel 1999 dall’incontro tra Alessandra Mottola Molfino e Zita Mosca Baldessari, che insieme sognano di dotare Milano di un centro che raccolga tutte le fonti iconografiche per lo studio delle arti visive, il CASVA si impegna a conservare i documenti e gli archivi, composti da fotografie, modelli, disegni, prototipi, dipinti, opere d’arte create da progettisti, architetti e designer o da loro collezionate, per facilitare l’accesso ad un pubblico specialistico ma anche a chi è appassionato di architettura.

Questo per garantire alla città di Milano la conservazione e la costruzione di questa memoria quale base solida per confermare nel futuro il ruolo centrale della città nell’ambito delle arti visive in Italia e nel mondo. Dal 2012 con la direzione di Maria Fratelli inizia a nascere l’idea di trasformare l’archivio in un istituto dedicato alla cultura del progetto, promuovendola presso il pubblico e coinvolgendo tutti i cittadini a qualsiasi livello di competenza e interesse. Da questo scaturisce un’intensa attività di valorizzazione attraverso mostre, eventi dedicati e la pubblicazione di una collana specifica.

Ed è proprio da questa idea che nasce la mostra Tanto di cappello. Grazie alla donazione di Anty Pansera dell’archivio professionale e privato di Alfonso Grassi, la vasta collezione di cappelli del designer sarà oggetto della mostra che avrà luogo dal 2 al 28 aprile 2019, a Casa Museo Boschi Di Stefano a Milano.

Una collezione articolata e particolare di cappelli, pezzi unici e rari, che Alfonso Grassi ha raccolto nei Suoi tanti viaggi intorno al mondo. I copricapi saranno esposti sugli attaccapanni ideati negli anni dallo Studio De Pas D’Urbino Lomazzi e affiancati da una serie di Ritratti di Alfonso Grassi insieme ai suoi cappelli, realizzati nel 1994 dalla fotografa Giovanna Dal Magro.

Anche lo studio MID Design è una realtà della cultura del progetto italiana ed è di un’importanza fondamentale per la città di Milano: fondato dai milanesi Alfonso F. Grassi (1943-2014), Gianfranco Laminarca (1941-1990) e Alberto Marangoni (1943), nel 1981- 82 curò l’immagine coordinata e il sistema segnaletico della Società aeroportuale di Linate e Malpensa e delle Ferrovie Nord di Milano e negli stessi anni Grassi seguì il progetto della pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele a Milano, entrato nella storia come il primo esempio italiano di isola pedonale.

Lo Studio MID design/comunicazioni visive affonda le sue radici nel Gruppo MID, attivo dal 1964 nell’ambito dell’arte cinetica e dell’estetica sperimentale e fortemente apprezzato tra i docenti dell’accademia di Brera e da personaggi illustri come Bruno Munari, Enzo Mari, Dario Fo e Umberto Eco.

Il 1966 segna l’anno dell’iscrizione dei tre fondatori all’ADI – Associazione per il Disegno Industriale e la trasformazione del “gruppo” in Studio MID Design/comunicazioni visive.

Il loro esordio fu subito un successo, grazie alla vittoria del concorso internazionale per il progetto del Padiglione Italia alla XIV Triennale di Milano del 1968. A questo seguì nel 1979 la vincita del Compasso d’Oro per l’immagine coordinata e l’allestimento della mostra Tre secoli di calcolo automatico e sempre lo stesso anno la segnalazione al Compasso d’Oro per l’immagine grafica del settimanale L’Europeo di Rizzoli.

Sono tante le mostre allestite e coordinate dallo studio MID, in particolare sono da ricordare Gli Anni Trenta, arte e cultura in Italia (1982), L’Uomo a due ruote (1987), Cento Anni di Industria (1989), Il Cammino del Commercio (1991).

Nel 1991 termina l’avventura di Studio MID design/comunicazioni visive, ma sia Grassi che Marangoni continuano la loro attività non solo progettuale, ma anche accademica.

Leave a Comment