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Chiesa Madre

La Chiesa Madre o Chiesa di Tutti i Santi è un imponente edificio barocco che si affaccia su piazza IV Novembre, nel centro storico della città di Mesagne.

La Chiesa attuale è stata costruita sulla cappella bizantina di S. Nicola Vetere del X sec. originariamente dedicata a tre Santi, Eleuterio, Anthia e Corebo. Successivamente è stata ristrutturata con un primo intervento intorno al 1450 e poi con un seconda opera di ristrutturazione intorno al 1580, periodo in cui l’ingresso fu spostato da ovest a est. Il 31 gennaio 1649 la Chiesa crollò e fu poi ricostruita tra il 1650 e il 1660.

L’attuale monumento fu progettato dal sacerdote mesagnese Francesco Capodieci, da frate Francesco da Copertino cappuccino e da Antonio Leugio, e realizzato negli anni tra il 1650 ed il 1660. Essi aggiunsero all’unica navata preesistente il transetto, creando l’impianto a croce latina.

La struttura

La facciata, imponente ed elevata, è composta da tre ordini architettonici, sormontati da un timpano, che trasferiscono la maestosità di questa Chiesa. Significativo nel terzo ordine un bassorilievo rappresentante la Madonna del Carmine. Nel timpano si trova lo stemma di Mesagne in bassorilievo e sopra il timpano quattro angeli che facevano ala alla statua del Cristo, andata distrutta da un fulmine sul finire dell’Ottocento.

All’interno è conservato l’unico coro ligneo esistente in Mesagne (per vicende sconosciute i cori lignei delle altre chiese conventuali sono andati perduti). Sono inoltre presenti preziose opere in marmo e tele di importante valore artistico e storico tra cui la Natività di Giampietro Zullo, la Madonna del Carmine del Bonito, la grande tela raffigurante L’Apparizione del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque, opera del mesagnese Luigi Caracciolo un Crocifisso ligneo cinquecentesco, l’Assunzione di Maria Vergine di Saverio Lillo e la Crocifissione di San Pietro del mesagnese Domenico Pinca.

Significativa è la presenza di una cripta, al cui interno si conserva la statua della Madonna con Bambino realizzata da un ignoto scalpellino.

La cripta fu fatta realizzare tra il 1576 e il 1578 da Luca Antonio Resta, arciprete della collegiata mesagnese e in seguito vescovo ad Andria, incorporando le vecchie colonne della chiesa di San Nicola Vetere.

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