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Dal 1935 al 2014: un viaggio lungo un’epoca, che non intende certo concludersi adesso…

Anzi.

Lo storico Istituto Marangoni di Milano è cresciuto e si è rinnovato: non solo nel target, approdando dalla moda al design, ma anche negli spazi, con l’inaugurazione del nuovo campus della Design School, in pieno centro a Milano.

Noi della redazione di Design Me abbiamo avuto il piacere e l’onore di essere selezionati, tra alcuni dei più autorevoli portali dedicati al mondo della creatività, per vivere un’intera giornata all’insegna del mood “Marangoni”: abbiamo avuto la possibilità non solo di visitare gli spazi della nuova sede di via Cerva, ma anche di vedere docenti e allievi in azione “sul campo”, tra gli iconici arredi del maestro Giulio Cappellini e aule informatiche di ultima generazione…

Cristina Morozzi, Director of education della Design School, insieme con Fabrizio Assabese (Admission, Marketing & Business Development Manager), sono state le persone che ci hanno accolto e le nostre preziose guide in questa interessantissima experience.

Visitando i diversi piani e le numerose aule in cui sono suddivisi i 2500 metri quadri, l’occhio viene immediatamente catturato dagli arredi di Cappellini: oltre ai pezzi “iconici” dell’architetto milanese, ne sono presenti altri appositamente studiati per la Scuola o rivisitati in chiave moderna.

Passeggiando tra le sale, alle pareti opere di Aldo Fallai, mentre lo sguardo si perde dal basso verso l’alto, seguendo le armoniose forme della lampada Archetto di Antonangeli, che costituisce una luminosa e ideale connessione tra i quattro piani dell’edificio.

Ambienti ampi, concepiti per il lavoro in team, dove è facile che si creino sinergie tra i ragazzi, i supporti operativi messi a disposizione e la professionalità dei docenti stessi, che prima ancora di essere docenti sono soprattutto professionisti del settore.

Lo scopo della Scuola è infatti quello di formare dei professionisti pronti a lavorare in realtà aziendali che sempre più cercano persone con una sensibilità progettuale quanto più attuale e al passo con i tempi.

Ecco quindi il motivo della stretta interconnessione tra la Scuola stessa e gli alunni che la frequentano e la vivono: quasi una nuova intepretazione della vecchia Bauhaus…

Il design – quello, per intenderci,  della “vecchia scuola”  – si respira, si percepisce, si impara ed è sicuramente alla base di ogni nuovo progetto.

Ma l’intero concept dell’Istituto, oltre a esplicare in sé la progettazione – anche nelle sue interazioni con l’uomo–assecondando quindi la tendenza classica del design, grazie ai rapporti con i protagonisti odierni del design, che hanno una vita attiva nel design e lavorano a stretto contatto con il cliente finale, si rende quanto mai protagonista di uno slancio impetuoso verso il futuro…

La Marangoni è scuola di ampio e antico respiro internazionale, ma è decisamente e intimamente “made in Italy”, dove è molto spesso quel “made” (cioè creare a mano) a garantire quel quid in più che oggi diventa fondamentale sui mercati internazionali…

Gli allievi, infatti, non si limitano ai briefing con l’azienda, a costruttivi brainstorming, alla realizzazione di story telling o delle mood board, bensì studiano le palette colori, approfondiscono la conoscenza dei materiali, si sporcano le mani direttamente “sul campo”, andando a reperire e a contattare aziende per ottenere campioni da utilizzare per l’attività…

Ci racconta Cristina Morozzi che un tempo il design era concepito in un determinato modo, e lo fa proprio parlando di Giulio Cappellini, e di come lui stesso molte volte spiega ai suoi ragazzi le evoluzioni che questo settore ha conosciuto: oggi – sempre di più – il designer deve essere un “demiurgo” capace di sapere far tutto e soprattutto di saper vendere e di sapersi vendere.

Ecco: il punto forte della Marangoni è la formazione. La possibilità di comunicare, di avere a che fare direttamente con le aziende, di toccare progetti reali, per i quali è necessario prima di tutto studiare e poi progettare…

È una formazione di tipo pragmatico: il rapporto tra scuola e studenti è assolutamente paritario.

Si parte dalla carta, dalla matita, dal naming di un progetto, dallo sviluppo, attraverso un briefing iniziale, si passa poi allo studio del concept scelto, dei materiali, del computo metrico di una pianta, fino ad arrivare al progetto finito.

Ma non solo: qui si apprende anche come esporre e presentare sia in aula, sia all’azienda e al grande pubblico il proprio lavoro finito.

Alla Marangoni, molto spesso, è anche possibile vedere immediatamente realizzato tale lavoro, e questo rende ancora di più speciale questa scuola che riesce quotidianamente a farti misurare con la realtà.

E questo aspetto è tanto più evidente, e, insieme, sorprendente, nello spazio dedicato alle stampanti 3D, con Sergio Nava che ce ne illustra l’uso e ci descrive i software utilizzati. L’assistenza del docente per far capire allo studente se il suo progetto è in linea con quanto chiesto ma anche con i principi di ergonomia e con la stuttura stessa dell’opera da creare si combina perfettamente con l’utilizzo di questi dispositivi di ultima generazione: viene realizzato un progetto in CAD 3D che poi viene inviato alla stampante che scioglie il filamento di ABS e inizia a estruderlo attraverso un ugello in modo da creare, strato dopo strato, l’oggetto disegnato.

Tradizione, innovazione, dunque.

La Scuola, sotto la direzione di Massimo Zanatta e con il coordinamento di Malcolm McInnes, Direttore della formazione dei cinque campus, esprime un’offerta formativa nelle aree dell’interior, industrial e visual design, suddivisa in programmi under graduate e post graduate, che si sviluppa in spazi concepiti per sviluppare la creatività di quelli che saranno i professionisti del domani.

Alcune parti della struttura non sono ancora state ultimate: l’idea è quella di completare la realizzazione degli ambienti con l’aiuto degli studenti stessi, così come è stato fatto in numerose altre occasioni.

La curiosità comincia a farsi sentire sin da adesso: un altro dei motivi – qualora non ce ne fossero a sufficienza – per seguire ancor più da vicino le evoluzioni di questa eccellenza tutta italiana proiettata nel mondo e nel futuro.

Guarda tutte le foto #istitutomarangoniexperience

Visita il sito www.istitutomarangoni.com

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