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Marco Vaona

Marco Vaona si è diplomato a Scuola Italiana Design nel 1997. Incluso nella lista dei “top designer” usciti da SID, lo abbiamo intervistato per farci raccontare il suo lavoro e i suoi progetti.

Pannello di Vaona1. Nome e cognome?
Marco Vaona.

2. Progetto presentato?
Esam 5500.

3. Un tuo pregio?
La pazienza.

4. Un tuo difetto?
Sono troppo paziente.

5. Film/libro/software/genere preferito?
Se parliamo di design direi “Kitchen stories” come film e come libro “Emotional design” di Donald Norman (lo stesso autore della “Caffettiera del masochista” di cui “Emotional design” è la naturale e brillante prosecuzione). Aggiungerei anche “Understanding Comics” di Scott McCloud, un testo favoloso per chiunque operi nel mondo delle arti visive e non solo. Come software Autodesk AliasStudio è il mio pane quotidiano.
Invece parlando più in generale scelgo “Wall.e” come film e come libro “Il profumo” di Patrick Süskind… sono poi un buon appassionato di manga e anime giapponesi.

6. Viaggio da fare?
Giappone e New York.

7. Dove vivi e lavori ora?
vivo a Mestre, lavoro a Treviso in De’Longhi.

8. In che anno ti sei diplomato a SID?
Diploma nel 1996 e Master 1997.

9. Un aneddoto vissuto in SID che ricordi con piacere?
SID è stata un’esperienza piacevole nel complesso, non ricordo un episodio in particolare.

10. Scuola Italiana Design per te… in tre parole!
Formazione, professionalità, esperienza.

11. Un consiglio a quelli che che la Scuola la stanno vivendo adesso?
Sfruttare al massimo questo momento di studio e formazione, e cercare già di individuare una strada in cui si è più portati (3D, modellistica, illustrazione…).

12. Una domanda provocatoria: perché il tuo progetto è più bello degli altri?
La bellezza è negli occhi di chi guarda… posso solo dire che il mio è stato un buon progetto che dal 2007 sta avendo buoni riscontri sul mercato.

13. Ma di cosa si tratta? Dillo come se lo dovessi spiegare a chi non ne sa niente di niente.
Esam 5500 è una macchina da caffè completamente automatica: basta premere un tasto per avere un caffè come quello del bar, con caffè appena macinato. Grazie ad un brevetto esclusivo De’Longhi si possono preparare anche cappuccini, caffelatte, latte macchiato…

14. Ora rispiegalo cercando di convincerci all’acquisto in massimo 10 parole.
Un ottimo caffè o cappuccino a casa? Prendete questa macchina.

15. Come ti è venuta l’idea per sviluppare questo progetto?
Volevo concentrare tutta l’attenzione nella pare anteriore del prodotto, da una parte esaltando l’ergonomia e la facilità d’uso, dall’altra consentendo di differenziare molto la gamma andando ad intervenire solo su pochi elementi.

16. L’hai dedicata a qualcuno?
No.

17. Che effetto ti fa essere tra i 40 top designer SID 1991-2011?
Credo di aver lavorato bene fino a qui… e poi é una responsabilità a fare ancora meglio in futuro!

18. Prossimo tuo progetto in cantiere?
In De’Longhi mi occupo soprattutto dell’area caffè, che è quella in cui l’azienza sta crescendo ed investendo maggiormente.
L’anno scorso è stata lanciata Primadonna S (foto 5) che si è rivelata un vero successo, con questo prodotto ho vinto un Red Dot Award.
Per il futuro ci sono altre novità … ma non posso aggiungere molto!

19. Siamo quasi al termine: dove andrai appena finito di rispondere a queste domande?
Dal mio meraviglioso figlio Leonardo di quattro mesi!

20. Una massima o una citazione per chiudere a effetto?
Il Maestro Bruno Munari diceva: “L’uovo ha una forma perfetta benché sia fatto col culo”. Ognuno può interpretarla come crede, a me tra le altre cose ricorda che questa è una professione seria ma non seriosa ed è fondamentale mantenere viva una dimensione ironica e ludica.

 

La rubrica 20 Anni 20 Domande prosegue su SID Pills, il web-magazine di Scuola Italiana Design: www.scuolaitalianadesign.com

 

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