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Fratelli_Boffi_Good Vibrations_Ferruccio_Laviani

Al secondo anno di collaborazione con Fratelli Boffi, Ferruccio Laviani propone un altro dei mondi possibili e fantastici usciti dalla sua prolifica fantasia. Un concept che va oltre i singoli prodotti e che unisce la specializzazione di un’azienda esperta nel mettere a punto progetti a tutto tondo e soddisfare le richieste del cosiddetto “tailor made”, alla creatività di un designer capace di equilibrare passato e futuro e di mescolare l’armonia e la magniloquenza dello stile classico alle suggestioni e al fascino della contemporaneità.

Per il Salone 2013 l’architetto ci consegna quindi un intero universo suddiviso però nei diversi ambienti di una casa: Ferruccio Laviani si diverte a fare il lavoro dell’interior designer nel senso progettuale del termine creando prodotti dal forte impatto visivo, quasi dei pezzi unici, ma anche disegnando rivestimenti, boiserie e pavimenti. Una visione ampia che fonde e abbraccia differenti ispirazioni per mettere in discussione i canoni tradizionali del design e dell’arredamento.

Fantasiosi esercizi di stile combinati ad una congenita attitudine all’ironia danno vita al mobile contenitore Good Vibrations che, scelto per anticipare questa nuova collezione, ne rappresenta appieno il manifesto e l’idea della contrapposizione armonica di linguaggi e culture che ne sta alla base.

Echi di paesi lontani e accenni di stilemi orientali si possono solo intravedere nel disegno “sfasato” di questo contenitore che sembra essere stato deformato da una forte scossa o pervaso da movimenti oscillatori e che, sebbene sembra voler alterare le decorazioni del passato, in realtà si fa forte proprio di una sapienza antica come quella dell’intaglio e della lavorazione artigianale del legno.

Un arredo fuori dall’ordinario che affascina perché osa nel ribaltare i classici registri mettendo in discussione i parametri del design classico inteso come purezza, nitidezza e simmetria delle linee, pur lasciando quella tranquillizzante sensazione di deja-vù e una sorta di primordiale sapore che nulla toglie però alla cura delle lavorazioni.

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