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Piero_Lissoni_press_Lundborg_s

Orto Botanico, Milano
all’interno di “Energy for Creativity”
13 aprile – 30 maggio 2015

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BE OPEN, la fondazione internazionale che opera nel campo del design e della creatività, ha scelto il Giardino Botanico di Brera come sfondo meraviglioso di un progetto complesso, composito, il cui tema centrale è il profumo.
The Garden of Wonders. A Journey Through Scents. sarà presentato in occasione di Expo 2015 a maggio, con un’anteprima speciale durante il Fuorisalone in aprile proprio in virtù delle caratteristiche estetiche e filosofiche che questo prodotto incarna.

BE OPEN ha deciso di esplorare questo mondo concentrandosi specialmente su alcuni marchi storici scomparsi, eccellenze internazionali la cui fama è diminuita negli anni a causa di un mercato globale a volte troppo aggressivo.
La mostra è la seconda parte del progetto globale “Made in…”, un tour investigativo sul rapporto virtuoso tra il design contemporaneo e l’eccellenza dei piccoli produttori ai quattro angoli della Terra. In particolare, la ricerca sul profumo si concentra sul retaggio di valori delle realtà delle piccole imprese, comunità che sono state in grado di trasmettere tradizioni, esperienza e rapporti nel corso del tempo.

La fondazione ha invitato 8 designer a reinterpretare la storia e le caratteristiche di altrettanti marchi di profumo ormai scomparsi secondo la loro sensibilità: essi agiranno come direttori artistici dei brand per dimostrare che il design può diventare un punto di forza per aziende di piccole dimensioni che necessitano di un rilancio per soddisfare le caratteristiche del mercato globale contemporaneo.
Tra i protagonisti del progetto, Tord Boontje Piero Lissoni i quali hanno lavorato rispettivamente sul marchio ceco Waldes et Spol e sulla casa di profumi americana Lundborg.

Tord_Boontje_press_Waldes_Spol

Boontje ha trovato l’ispirazione nelle radici boeme del brand creando un’ambientazione da primi del ‘900 chiamata Scent & Psyche (Profumo e Psiche).

Il suo lavoro si è basato sulla grande vitalità di Praga in quegli anni e le sue strette relazioni con le maggiori capitali europee: l’Art Nouveau dava il benvenuto al nuovo secolo, la Secessione viennese stava fiorendo e la vita intellettuale era vivace nei café.

Idee nuove contribuivano a mutare radicalmente la percezione del mondo. Uno dei principali fattori di cambiamento fu la nuova comprensione della psicologia umana da parte di Sigmund Freud.

E lo studio di Freud è esattamente il luogo in cui il visitatore si troverà; nelle parole di Boontje “Come nello studio di Freud, troviamo un divano e una poltrona entrambi esposti parzialmente per poter mostrare la struttura in legno che solitamente è nascosta dal rivestimento; tappeti arricchiti da decori collegati ai simboli della cultura boema e a diverse piante aromatiche. I vasi che contengono le piante e i fiori sono delicati come boccette prodotte da una profumeria”.

Il profumo è, in questa ambientazione, un sistema vivo, dinamico. Ventagli silenziosi – ibridi tra macchine e foglie – muovono delicatamente l’aria che si insinua attraverso piante aromatiche, creando un ambiente delicatamente connotato.

L’idea di Piero Lissoni si è sviluppata intorno al titolo Lundborg e il laboratorio di un “naso”: il centro dell’ambientazione è una scultura di ampolle, alambicchi, vasi di orchidee nere, piante sospese e vetri chimici dalle grandi proporzioni che evocano la storia del marchio e il luogo di lavoro dove John Marie Lundborg creò il suo famoso Violet Flor nel 1860.

Il perimetro dello spazio è delimitato da due grandi librerie leggere con pannelli retroilluminati in modo da valorizzare le forme dei flaconi che le riempiono.

Lissoni spiega: “L’allestimento prevede circa 700 flaconi, creati tutti appositamente per la mostra in 4 varianti grafiche, così come erano prodotte le bottiglie dell’epoca”.

Entrambe le installazioni, insieme a quelle di Fernando e Humberto Campana, Dimore Studio, Front, Jaime Hayon, Jean-Marie Massaud e Nendo troveranno la loro collocazione all’interno di un museo diffuso creato da Ferruccio Laviani.

The Garden of Wonders si ispira alla storia del profumo e a quella delle materie prime provenienti da tutto il mondo; ogni fragranza rappresenta un viaggio reale e immaginario di merci e culture, un prodotto globale ante litteram.

In anni più recenti la relazione tra le fragranze e l’estetica delle confezioni è diventata sempre più intensa, fino a creare brand-identity ben definite alcune delle quali vengono utilizzate ancora oggi.

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