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Un progetto a cura di Anna Cecilia Russo e Pietro Gaglianò

attorno al libro Il poeta dell’aria di Chicca Gagliardo [Hacca]

in esposizione

* venerdì 15 maggio 2015, h 18:30 * Salone Internazionale del libro di Torino *

* Pad. 1 * stand D38 *

Il volo è una scrittura del corpo nel cielo

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i curatori

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scheda_poeta

Anna Cecilia Russo (Palermo, 1974)

Storica dell’arte, laureata in Lettere presso l’Università Cattolica di Milano, ha vissuto per anni tra Bruxelles e gli USA, collaborando con gallerie, studi di artisti e designer, Musei e Istituzioni culturali, tra cui Artiscope (Collection Marcel e Zaira Mis); Mauro Staccioli Art studio; IIC Los Angeles; MCASD San Diego, partecipando alla curatela di mostre personali e collettive di artisti come Anne & Patrick Poirier, Fabrizio Plessi, Mauro Staccioli. Dopo aver conseguito un MA Master of Arts in Communications, ha lavorato per 9 anni come Design scout e giornalista freelance per le rubriche lifestyle di alcune testate di CondéNast Italia, occupandosi parallelamente di coordinamenti editoriali di pubblicazioni d’arte e della stesura di testi critici e storico-critici, con particolare attenzione alle intersezioni tra arte e design. Impegnata nella ricerca accademica con un PhD in Estetica, in corso presso l’Université Paris3 Sorbonne Nouvelle di Parigi, dove è anche membro del Centro Internazionale di Ricerca APPLA, insegna al Master dell’École Boulle e collabora con la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Dal 2013 cura la rubrica “Cosa leggono artisti e designer” per il blog letterario “Ho un libro in testa”, ideato e diretto da Chicca Gagliardo. Vive tra Milano e Parigi.

Pietro Gaglianò (1975)

Critico d’arte e curatore, approfondisce l’analisi sulla linea delle libertà individuali, delle estetiche del potere, della capacità eversiva del pensiero critico e del lavoro artistico. I suoi principali campi di indagine sono i sistemi teorici della performance art; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle esperienze artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica. Ha curato progetti speciali e mostre in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno.

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gli artisti

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Maura Banfo (Torino, 1969)

Dopo anni d’irrequietezza “vagabonda” a esplorare il mondo, Maura Banfo trova nella sua città natale il proprio “nido” dove inizia alla fine degli anni novanta una ricerca attraverso la fotografia come linguaggio predominante. Oggi la sua ricerca guarda a 360° gradi, lasciandosi trasportare dalle proprie sensazioni attraverso non solo la fotografia e il video, ma la scultura e l’installazione.

Il lavoro di Maura Banfo dalla metà degli anni Novanta a oggi, ha segnato delle tappe importanti nel sistema dell’arte contemporanea italiana, con uno sguardo e una presenza significativa anche in ambito internazionale. Il percorso di Maura Banfo è caratterizzato da una coerenza interna che raramente si riscontra nell’opera degli artisti italiani della sua generazione. La forza del suo lavoro sta nel mantenere ben riconoscibile la propria impronta creativa e la propria poetica, ma in una continua scoperta di nuove sfaccettature e punti di vista. Lo stesso discorso vale per i media utilizzati: sebbene prevalga una preferenza per la fotografia, lavora con padronanza anche con il video, il disegno e la scultura.

Il suo lavoro è presente in molte collezioni private e pubbliche (la Gam Galleria d’arte moderna e contemporanea di Torino, il Castello di Racconigi, l’Unicredit Private Banking, il Museo della Fotografia di Cinisello Balsamo, l’Istituto Garuzzo per le arti visive…per citarne alcuni). Ha partecipato a varie mostre sia in Italia che all’Estero. A marzo 2014 è stata l’unica artista italiana in residenza alla Fondation pour l’art la Napoule (Mandelieu-Cannes, France).

www.maurabanfo.com

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Angelica Bergamini (Viareggio, 1973)

Ha studiato pittura all’Accademia di belle Arti di Firenze e alla Facoltà di Belle Arti di Granada. Vincitrice di una borsa di studio presso il Centro de Arte Reina Sophia di Madrid, successivamente si dedica all’approfondimento di tematiche legate alla simbologia e alla filosofia del colore, frequentando corsi e seminari presso la Art & Science International Academy of Colour Technologies in Inghilterra. La sua ricerca artistica esplora l’esperienza e la forza simbolica dei colori, in relazione alle emozioni umane e agli elementi e forme della natura, usando differenti media: dalla pittura ai paper cut out, dal video all’installazione. Un suo intervento di site–specific public art è stato commissionato nel 2012 dall’hotel Hyatt Union Square di New York, diventando parte della collezione permanente. A partire dal 2004 ha sempre più spesso incentrato il suo lavoro su una ricerca dimensionale creando pezzi unici di wearable art con gli stessi materiali delle sue installazioni, in un dialogo costante tra estetica dello spazio ed esperienzialità del corpo. Ha esposto presso gallerie e istituzioni culturali anche in Cina, oltre che in Italia, Germania, Spagna, Francia, Inghilterra, Svezia e Usa. Dal 2006 vive e lavora a Brooklyn, NY.

http://angelicabergamini.com/

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Silvia Camporesi (Forlì, 1973)

Laureata in filosofia, attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. Dal 2003 tiene personali in Italia – Dance dance dance al MAR di Ravenna nel 2007; La Terza Venezia alla Galleria Photographica fine art di Lugano nel 2011; Souvenir Universo alla Galleria Z2O di Roma nel 2013 e all’estero – Terrestrial clues all’Istituto italiano di cultura di Pechino nel 2006; À perte de vue alla Chambre Blanche in Quebec (CAN) nel 2011; 2112, al Saint James Cavalier di Valletta (Malta) nel 2013. Fra le collettive ha partecipato a: Italian camera, Isola di San Servolo, Venezia nel 2005; Immagini a contatto al Fotomuseo G. Panini di Modena nel 2006; Confini al PAC di Ferrara nel 2007; Con gli occhi, con la testa, col cuore al Mart di Rovereto nel 2012. Nel 2007 ha vinto il Premio Celeste per la fotografia; ed è fra i finalisti del Talent prize nel 2008 e del Premio Terna nel 2010; ha vinto il premio Francesco Fabbri per la fotografia nel 2013. Vive e lavora a Forlì. http://www.silviacamporesi.it/

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Mirko Canesi (Milano, 1981)

Si laurea nel 2005 all’Accademia di Belle Arti di Brera in pittura con tesi in sociologia.

Dal 2009 ricerca il potenziale della natura come mezzo di espressione in campo artistico, esponendo in spazi nazionali e internazionali, pubblici e privati. Nel 2012 a Darmstadt in Germania ha partecipato al “6° International forest art path”, a cura di Ute Ritschel dove ha realizzato interventi pittorici sulla corteccia di alcuni alberi; in Italia nel 2013 ha realizzato un “trompe l’oeil” su un tronco all’interno della Riserva Naturale della Gola del Furlo, Pesaro-Urbino; a Milano, presso l’Oratorio di San Protaso al Lorenteggio ha realizzato un intervento con stucco dorato su tronco e foglie e nel 2014 in Toscana, a Pieve a Presciano (AR), ha dipinto sulla corteccia di un albero colpito da un fulmine. Ha esposto nel 2014 al Museo di Arte Contemporanea di Lissone nella collettiva “Il collasso dell’Entropia” a cura di Alberto Zanchetta e alla Kunsthalle Eurocenter a Lana, Bolzano, nella collettiva “La religione del mio tempo” a cura di Pietro di Lecce; nel 2012 è stato selezionato per il Premio San Fedele, Milano. Nel 2015 presso Villa Contemporanea a Monza presenta la sua personale Le Marziali e nel 2014 a Milano da Dimora Artica Ananke. Dal 2013 partecipa alla preparazione di progetti culturali con associazioni no-profit nel territorio milanese.

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Elena El Asmar (Firenze, 1978)

Vive tra la Filandia e Milano, tra le mostre: 2014 Vespertine, Galleria MOO, Prato, mostra personale a cura di Matteo Innocenti; Premio Santa Croce Grafica, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (Pisa), a cura di Ilaria Mariotti; La grande illusione, Gallery of Art – Temple University, Roma, a cura di Manuela De Leonardis; 2013 L’esercizio del lontano, SRISA gallery, Firenze, mostra personale, a cura di Pietro Gaglianò; Acqua, vivai di Montevarchi (Arezzo), a cura di Carles Marco; 2012 Carta Bianca, Museo di Villa Croce, Genova, a cura di Pietro Gaglianò; Muro di China, Casa Menzio, Torino, progetto a cura di Madeinfilandia, 2011 L’eredità di Circe, Galleria Zak, Monteriggioni (Siena), a cura di Gaia Pasi; Vieni a prendere un caffè da noi, Casa Menzio, Torino a cura di Caterina Fossati; 2010 Madeinfilandia, ex Fabbrica della Filanda, Pieve a Presciano (Arezzo); Lebanese Diaspora, Dome City Center, Beirut, a cura di Danielle Zaccour; 2007 Container archive, biblioteca comunale di Fosdinovo (Massa) a cura di Gaia Pasi per ArteDove, Platform for Cultural Studies, progetto a cura di Paolo Emilio Antognoli; nonplusultra, galleria Daniele Ugolini Contemporary, Firenze, a cura di Gaia Pasi; 2006 Voyeur, galleria Michalsky Dvor, Bratislava – Repubblica Slovacca. , a cura di Juraj Staffa; trado… ovvero trasmetto, tramando, tradisco, spazi della ex-Sinagoga e Galleria Akcent, Nitra – Repubblica Slovacca – a cura di Emilia Domanova; 2002 mostra di quadri ad olio fatti a mano, Associazione Arti Visive Trebisonda, Perugia, a cura di Sauro Cardinali; libero libro, Palazzo dei Consoli, Gubbio, Perugia, a cura di Marilena Scavizzi; 2000 caratteri della memoria, Casa delle Culture, Perugia, a cura di Sauro Cardinali; Le Ombre delle Idee, Rocca Paolina, Perugia, a cura di Sauro Cardinali. È tra i fondatori dei progetti Madeinfilandia, C.O.S.M.O. (Come Ogni Semplice Movimento Ortogonale) e Grand Hotel.

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Serena Fineschi (Siena, 1973)

Vive e lavora tra Siena e Bruxelles. Si forma all’Istituto statale d’arte “Duccio di Boninsegna” di Siena, prosegue gli studi in progettazione grafica a Siena, Firenze, Milano ed in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Siena. Il suo lavoro si compone attraverso materiali compositi, dall’installazione ad opere a parete. La sua ricerca riflette sulla precarietà di tutte le cose, sulla permanente impermanenza, dove gli opposti vivono, convivono, si trasformano e lasciano tracce da cui ri/partire. Tra le esposizioni più recenti si ricordano: “RSVP arte contemporanea in spazi privati”, Casa Piccolomini, Siena; “Acqua”, Vivaio Cioncolini, Montevarchi, Arezzo; “Il primo giorno di sole”, Galleria FuoriCampo, Siena, 2013; “Sic”, installazione ambientale partecipativa itinerante, Siena città candidata a Capitale della Cultura Europea 2019, Siena; “The Wall, archives. Un progetto di Pietro Gaglianò”; “Made in Filandia”, residenza, Pieve a Presciano, Arezzo, 2012; “Drawn’ together”, Siena art Institute, Siena; “Premio Basi”, Parco di Pietra, Roselle, Grosseto, 2011; “I materiali nell’opera d’arte contemporanea”, Complesso Museale Santa Maria della Scala, Siena; “Memorandum”, Officina Giovani cantieri culturali ex macelli, Prato, 2002; “Sotto Sale”, Magazzini del Sale, Siena, 2000; “Pianeti”, Palazzo delle Papesse Centro Arte Contemporanea, Siena, 1999.

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Francesca Gagliardi (Novara, 1972)

Nel 1993 si diploma in illustrazione allo IED di Milano e nel 2000 in Decorazione all’Accademia di Brera con una tesi sul libro d’artista nel XX secolo. Approfondisce la tecnica dell’incisione presso l’Accademia di Gent e frequentando dei corsi all’Universitad Computense di Madrid. Ha lavorato per tre anni nel laboratorio di incisione Atelier Quattordici – Grafica Upiglio di Milano. All’attività di pittrice continua ad affiancare quella d’ incisore anche in qualità di insegnante nell’ambito di corsi volti all’approfondimento delle varie tecniche di stampa. Tra le mostre: nel 2012 partecipa alla collettiva Icubarte a Valencia, Artista invita Artista (centro d’arte Villa Eugeni, a Valencia, 2011), Gallery Artist & Guests (Michele Balmelli Gallery, Lugano, 2011); Gallery Collection vol.1 (galleria41artecontemporanea,Torino, 2010) Lapizlabioli (palazzina Ciani, Lugano, 2009) con un testo di Fernando Arrabal; Blues de mon rouge à lèvres, (galleria Alexandre Mottier, Ginevra, 2007), Je m’oublie obliemoi (Galleria 41 artecontemporanea, Torino, 2007); partecipa al manifesto dalla natura itinerante ‘Ospite Inatteso’, scritto da Alessandra Piolotto, nato da una strategia alternativa dell’abitare. Con partenza ad Ameno (2010), poi Torino (2010) e Buenos Aires (2011). Nel 2013 in seguito alla vincita di un progetto internazionale Italia-Svizzera, realizza la doppia personale “Il Linguaggio delle metamorfosi” con Luca Mengoni al Museo d’arte di Ascona (Svizzera) e al Museo Tornielli di Ameno (Novara). Entrambi i lavori fanno oggi parte delle collezioni permanenti dei due musei. Nel 2014 espone nel corso di due collettive, rispettivamente Aphrodisia e L’effect Papillon presso la Galerie Géraldine Banier di Parigi. Nel marzo 2015 partecipa con un solo show a Paris Art Fair. Vive e lavora ad Ameno sul Lago d’Orta.

http://www.francescagagliardi.com/

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Maria Lucrezia Schiavarelli (Santeramo in Colle BA, 1979)

Attraverso l’utilizzo del disegno, della fotografia, dell’installazione indaga i rapporti tra arte e scienza, tra corpo e malattia, tra organico e inorganico, tra memorie private e collettive sottolineando la complessità, l’ambivalenza e l’ambiguità di queste relazioni. Si diploma nel 2004 all’Accademia di Belle Arti Di Bologna, dopo aver compiuto studi scientifici. Vince diversi premi e borse di studio, ultimo nel 2009 il Premio Vigna degli Artisti. Realizza diversi progetti site-specific per luoghi pubblici o istituzionali, come l’ex carcere “Le Nuove” di Torino o il Policlinico di Modena, nel 2011 realizza un progetto ad hoc per il Museo del Palazzo dei Pio a Carpi. Espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, nel 2011 partecipa alla Biennale di Praga. Vive e lavora a Berlino. http://www.marialucreziaschiavarelli.it/

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