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VIno Rose_guida

Dall’anno della sua creazione lo champagne rosé non ha mai smesso di avere successo, soprattutto tra gli intenditori.

Fu la Maison Ruinart a dare vita a questa tipologia di vino sparkling, nel lontano 1764 e ad oggi rimane uno dei fiori all’occhiello di qualsiasi casa produttrice di champagne e bollicine in tutto il mondo. Basta guardare il catalogo di spumanti rosé su Tannico per capire che ad oggi le etichette sono decisamente numerose, per partire dalla Francia con i suoi champagne, per arrivare fino alle migliori bollicine di Franciacorta metodo classico.

Spumante rosé, come si produce

Tra chi non si intende di vini esiste un pregiudizio particolarmente radicato su come si producano i vari rosé presenti in commercio. Spesso infatti serpeggiano voci di rimescolamenti di vini diversi, che per fortuna nulla hanno potuto contro il crescente entusiasmo per gli  intenditori per il vino rosato e soprattutto per le bollicine.

Se è pur vero che le etichette di minor pregio effettivamente mescolano un vino bianco e uno rosso, appena prima della messa in bottiglia, per ottenere la tonalità rosata che desiderano, i migliori produttori applicano un metodo ben diverso, più complicato e che va effettuato con grande cura. Si tratta di cominciare la vinificazione del pinot nero per lasciarlo sulle bucce solo il tempo necessario all’estrazione degli aromi più delicati e sottili, insieme ad una leggera colorazione rosata. Il risultato è un vino che può essere fortemente rosato, oppure dai toni aranciati, per continuare la vinificazione con il metodo classico, per ottenere il giusto perlage.

Come si utilizzano gli spumanti rosati

Negli ultimi anni lo spumante rosato sta raggiungendo sempre maggiori successi per il classico brindisi delle occasioni speciali. Molti appassionati del genere però amano utilizzare questo tipo di vino in qualsiasi occasione, anche a tutto pasto.

A testimonianza del successo internazionale del vino rosé a Cannes da 3 anni lo si festeggia con una manifestazione completamente in rosa, soprattutto per addetti ai lavori ma anche per il grande pubblico. Le etichette sono molteplici, quindi dare un consiglio generico su come utilizzare lo spumante rosé non è così facile, però si tratta di un vino dall’aroma delicato, fruttato e non eccessivamente imponente. Si parla in genere di odori e sapori che ricordano la frutta, i fiori, il lampone o la mela; molto ovviamente dipende dal metodo di produzione, dall’eventuale invecchiamento e da una serie di altre caratteristiche. In linea generale lo spumante rosé è perfetto con gli antipasti o per accompagnare un aperitivo.

Lo spumante a tutto pasto

Se si desidera utilizzare un rosé a tutto pasto è meglio prediligere il metodo classico, le bollicine corpose e con effetto cremoso al palato. Sono perfetti da abbinare a qualsiasi piatto a base di pesce, dall’antipasto al dolce. Sono protagonisti quindi con le classiche linguine allo scoglio, ma anche con piatti più delicati, come ad esempio carpacci di pesce o anche di carne, oppure anche in abbinamento con crostacei e molluschi di ogni genere. Per il singolo abbinamento è sempre bene chiedere consiglio al proprio enologo di fiducia.

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