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Come un albero in autunno, la mia anima sta sbiadendo. In attesa di quel giorno, quando come un sole, la mia anima brillerà di nuovo.

Questa è la descrizione poetica dell’immagine scelta da BE OPEN come vincitrice di HANDS, la call-to-action parte del programma Made in… e anticipazione dell’evento ideato in occasione di Expo 2015.

Il siriano Ibrahim Hammada è il vincitore di un viaggio di tre giorni durante Expo per scoprire l’evento e la città di Milano.

La sua immagine, una mano somigliante ad un albero in autunno, è stata considerata dalla giuria come la più rappresentativa del concept.

BE OPEN ha lanciato questa convocazione sui social network alla ricerca di immagini emblematiche che potessero descrivere l’idea delle mani; un preambolo a “The Garden of Wonders. A Journey Through Scents” la mostra che la Fondazione presenterà all’ Orto Botanico di Brera in occasione di Expo 2015 con una speciale preview durante il Fuorisalone.

L’evento esplorerà il mondo delle fragranze focalizzandosi soprattutto su alcuni marchi storici ormai scomparsi, eccellenze internazionali la cui fama è diminuita nel corso degli anni a causa di un mercato globale a volte troppo aggressivo.

La fondazione ha identificato 8 marchi a cui applicare logiche di rebranding al fine di preservare le esperienze alla base della produzione e stimolare un circolo virtuoso globale tra i produttori di materie prime ed i marchi di profumi attraverso il design.

Ferruccio Laviani si occuperà del coordinamento generale dello spazio del giardino dove Tord Boontje, Fernando e Humberto Campana, Dimore Studio, Front, Jaime Hayon, Lissoni Associati, Jean-Marie Massaud e Nendo presenteranno la loro interpretazione dei marchi selezionati.

L’esposizione è il secondo appuntamento del progetto globale “Made in…”, un tour investigativo nelle relazioni virtuose tra il design contemporaneo e l’eccellenza di piccoli produttori ai quattro angoli della terra.

La ricerca su profumo si concentra sul patrimonio di valori di piccole imprese, quelle comunità che hanno saputo trasmettere tradizioni, competenze e relazioni nel corso degli anni.

Le mani sono il legame tra il nostro corpo e il mondo. Sono il primo mezzo di produzione: potenti, pratiche, sensibili e spirituali.

Kant le descrive come il “cervello esterno” dell’uomo; Jung invece sostiene che “spesso le mani risolvono misteri contro cui la mente lotta invano”.

Le mani trasmettono il nostro stato d’animo, danno enfasi alle nostre parole, ci aiutano ad afferrare la vita sia in senso letterale che figurato.

La call-to-action è diventata molto popolare sui social network della Fondazione: utenti da tutte le parti del mondo hanno postato i loro contenuti esclusivi, sottolineando così il significato globale del tema.

Le immagini inviate riflettono questa pluralità di culture e sensibilità: da quelle più esotiche come le mani dipinte con l’henné a quelle più semplici con mani di bambini; foto di artigiani intenti nel loro lavoro o collage artistici ed innovativi.

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