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Fatto a 89 anni_blu-min

Torna alle ombre dell’Ottocento il dipinto «Monaca» di Francesco Hayez?

Sul suo dipinto «Monaca», donato per beneficenza, Hayez scrisse con l’orgoglio del vecchio combattente dell’arte: “Hayez, fatto a 89 anni”

Sulla base di un documento estremamente attendibile, sappiamo da pochi giorni che il dipinto titolato «La monaca», esposto a Milano nel 2009, a Monza nel 2016 e a Lecco nel 2018-19 alla mostra «Ottocento Lombardo», con altissima probabilità non è quel dipinto donato a quella lotteria.

Sul dipinto peritato da Mazzocca non compare infatti alcuna scritta, né di Hayez né di altri.

Forse, come suggerisce qualcuno, quella scritta è stata cancellata, tutto è possibile, ma chi potrebbe aver cancellato la firma azzerandone così il valore sia culturale sia commerciale?

Generalmente, avviene il contrario, e cioè che qualcuno pensa bene di “aggiungere” una firma a un’opera d’arte magari a lui coeva sostenendone l’autenticità.

Ad ogni modo per sciogliere ogni dubbio è comunque sufficiente attendere che la proprietà svolga una perizia di verifica grazie all’uso di nuove tecnologie.

Nel caso in cui risulti che nel dipinto non sia in alcun modo presente la frase «Hayez, fatto a 89 anni», ne deriva necessariamente che il dipinto peritato da Mazzocca nel 1995 non sia di Hayez?

Niente affatto!

Potrebbe benissimo essere un terzo dipinto, e, per quel che ne sappiamo ce ne potrebbero essere anche un quarto, un quinto, ecc.

Se dalle analisi tecniche risultasse però che il dipinto peritato da Mazzocca nel 1995 non è il dipinto donato da Hayez alla lotteria del 1879, per confermarne la autografia hayeziana sarebbe indispensabile rivedere ex-novo la perizia del 1995.

Forse anche utilizzando le nuove tecnologie; certamente rivedendone i presupposti storico-ambientali.

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