fbpx
  • SEZIONI
immagine principale – Copia

Le indagini strutturali non distruttive sugli edifici negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più importante come analisi propedeutica necessaria agli interventi di restauro e recupero edilizio, in particolar modo per quegli edifici situati in zone ad alto rischio sismico.

La sicurezza dell’edificio, infatti, deriva da una puntuale conoscenza della struttura, nei suoi diversi: storici, materici, di forma e di comportamento sotto la sollecitazione di eventi sismici o del tempo.

Per valutare correttamente lo stato di conservazione di un edificio, in termini di caratteristiche costruttive e forme di degrado, bisogna ricorrere all’impiego di tecniche diagnostiche strumentali non distruttive o leggermente invasive. Vengono definite non distruttive perché hanno un grado di invasività minore di altre tecniche e consentono, quindi, di ottenere comunque analisi accurate, senza bisogno di intaccare la struttura dell’edificio o di eseguire campionamenti di materiali. Le indagini leggermente invasive sono condotte mediante saggi più approfonditi nella struttura o asportando piccole quantità di materiale. Forniscono in genere valori numerici da adottare per modellare il comportamento dell’edificio sotto azioni statiche e/o dinamiche.

Indagini qualitative e quantitative: a cosa servono

Le indagini possono essere di due tipi, qualitative e quantitative. Le prove in situ di tipo qualitativo vengono impiegate per determinare le caratteristiche costruttive di un edificio e le eventuali manifestazioni di degrado specialmente negli edifici in muratura. In un edificio storico è possibile quindi determinare:

  1. la tipologia della muratura (a un paramento, a due o più paramenti, con o senza riempimento a sacco, con o senza collegamenti trasversali, etc.), e le sue caratteristiche costruttive (eseguita in mattoni o in pietra, regolare, irregolare, etc.)
  2. la presenza di vuoti, discontinuità, cavedi, tracce di passati interventi e di vecchie aperture;
  3. la presenza di architravi sopra le aperture
  4. la presenza di elementi spingenti e presenza di presidi atti ad assorbirne le spinte;
  5. le orditure dei solai, i particolari di appoggio delle travi, loro collegamenti con le pareti circostanti;
  6. gli elementi di elevata vulnerabilità (pareti divisorie sottili o non ammorsate, controsoffitti, impianti e comignoli).
  7. la qualità del collegamento tra orizzontamenti e pareti ed eventuale presenza di cordoli di piano o di altri dispositivi di collegamento
  8. valutare la presenza e distribuzione di umidità nelle pareti

In sintesi il loro utilizzo risulta fondamentale per acquisire una buona mole di dati sulla presenza di zone a comportamento anomalo e sulla generale omogeneità delle caratteristiche della struttura.

Le indagini in situ definite quantitative, invece, sono più specifiche per la diagnosi strutturale e servono ad analizzare e monitorare gli stati di sforzo e le sollecitazioni agenti nelle differenti strutture. Tra le principali, ad esempio, trovano larga applicazione negli edifici in muratura le prove con martinetti piatti in configurazione singola e doppia.

Come definire un progetto diagnostico

La fase diagnostica non è solo importante per la scelta di soluzioni appropriate, ma anche per la definizione di tempi e costi di intervento.

Il progetto delle indagini dovrebbe essere predisposto dal progettista che si assumerà anche la responsabilità di formulare la diagnosi e, di conseguenza, le proposte di intervento più adeguate. Infatti le indagini diagnostiche strumentali devono essere in grado di: dare una risposta ad ipotesi già formulate dallo stesso progettista, fornire parametri fisici e meccanici da utilizzarsi nel calcolo strutturale e, se necessario, dati di controllo nella struttura nel tempo. Questi dati di tipo qualitativo e quantitativo emergono da tutte le attività di rilievo ed indagine presenti nel progetto o piano di diagnostica.

Ad occuparsi delle indagini strutturali non distruttive sugli edifici sono professionisti specializzati, come gli architetti di Arch-indagini.

Leave a Comment