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Il cavallo di Mimmo Paladino, il 7 di Ugo Nespolo, le rose di  Jannis Kounellis, le incisioni di Hidetoshi Nagasawa, l’opera unica di Gianfranco Baruchello. Il palazzo baronale di Novoli è pronto ad aprire le porte all’arte contemporanea celebrando gli artisti internazionali che nel corso degli anni hanno trasformato la Fòcara da antico fenomeno folclorico, legato al mondo contadino, a piattaforma di ideazione artistica.

Domenica 12 gennaio alle ore 17:00 l’inaugurazione dei due percorsi ideati dall’Accademia di Belle Arti di Lecce.  Arte Contemporanea per la Comunità a cura di Andrea Rollo e Lorenzo Madaro presenta le prestigiose opere patrimonio della Fondazione, oggi commissariata, e restituisce alla collettività  il percorso artistico compiuto a Novoli fin dagli anni sessanta con una selezione di opere provenienti dalla Pinacoteca e le presenze, soprattutto salentine, che hanno operato su un fronte di ricerca d’avanguardia fino agli anni novanta.  La collaborazione con l’Accademia ha permesso di aprire un dialogo con gli studenti della Scuola di tecnologia dell’Arte che nel percorso dal titolo Sacralità del Fuoco, curato da Cristian Cuna,  proiettano il valore identitario della Fòcara nel mondo multimediale.

“Porteremo all’attenzione dei visitatori la qualità delle produzione artistica presente a Novoli, evidenzia  il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, Luigi Puzzovio. È una mostra straordinaria che ha l’obiettivo di favorire il rapporto tra il mondo dell’arte e quello dell’industria culturale e turistica promuovendo progettualità in cui l’arte contemporanea diventa uno strumento didattico e metodologico che contribuisce a migliorare l’offerta, favorendo i processi innovativi”.

L’iniziativa promossa dal comune di Novoli non si limita al recupero del patrimonio artistico ma introduce l’arte contemporanea nel vivo del sistema produttivo del paese. “È solo l’inizio di una programmazione che intorno alla Fòcara sviluppa una rete di collaborazioni nel territorio salentino per favorire la crescita culturale e artistica, spiega il sindaco Marco De Luca. Candidiamo Novoli, con la collaborazione dell’Accademia, a museo diffuso di arte contemporanea”.

La mostra è visitabile tutti i giorni fino al 19 gennaio dalle ore 17:00 alle ore 21:30.

Inaugurazione 12 gennaio, ore 18, palazzo Baronale

Intervengono:

Marco De Luca, sindaco di Novoli

Luigi Puzzovio, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce

Andrea Rollo, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Lecce

Lorenzo Madaro, docente di Storia dell’Arte contemporanea

Cristian Cuna, docente di applicazioni digitali per l’arte 

 

Arte contemporanea per la comunità.

Opere dalle collezioni della Pinacoteca di Novoli e della Fondazione Fòcara

a cura di Andrea Rollo e Lorenzo Madaro

Novoli ha un rapporto felice, anche se discontinuo, con l’arte contemporanea sin dal 1968, quando Corrado Lorenzo (1926-2018) – medico, ma soprattutto artista e collezionista raffinato – fonda con Sandro Greco e Toti Carpentieri il Centro ricerche estetiche (C.R.E.), promuovendo mostre e momenti di confronto serrato con artisti anche internazionali, avviando un centro di documentazione sull’arte concettuale. Tre anni dopo Enzo Miglietta fonda il Laboratorio di poesia visiva di Novoli, instaurando relazioni con i più significativi poeti verbo-visivi italiani e stranieri, coinvolti attivamente per mostre, performance e conferenze pubbliche.

Sono due tra le esperienze più significative nella storia dell’arte contemporanea in Puglia e non solo e certamente hanno contribuito poi alla nascita di quell’humus culturale che porterà all’inaugurazione, nel 2002, della Pinacoteca comunale d’arte contemporanea, fondata e diretta proprio da Corrado Lorenzo fino alla sua scomparsa. La presente mostra è suddivisa in due distinti nuclei: da un lato l’esposizione di una selezione ragionata di opere della Pinacoteca, che privilegia le presenze internazionali di rilievo (A-One e Joseph Beuys) e le presenze, soprattutto salentine, che hanno operato su un fronte di ricerca d’avanguardia tra gli anni Sessanta e Novanta.

Naturalmente la mostra non pretende di essere esaustiva rispetto ai nuclei collezionistici comunali, ma diventa un’occasione per avviare un nuovo processo di valorizzazione della collezione pubblica. La mostra infatti vuole essere un’occasione per riflettere sul bene comune e su come le comunità possano favorire sviluppi sistematici della propria identità anche attraverso la fruizione delle opere d’arte contemporanea.

La seconda sezione riguarda una selezione di opere prodotte negli ultimi anni da alcuni artisti nazionali e internazionali ispirandosi alla Fòcara, architettura paradigmatica di fascine: Mimmo Paladino, Hidetoshi Nagasawa, Gianfranco Baruchello, Jannis Kounellis, coinvolti negli ultimi anni dai curatori Toti Carpentieri e Giacomo Zaza

Un catalogo, che conterrà testi istituzionali, saggi critici, apparati biografici, bibliografici ed espositivi, traccerà anche l’impegno del CRE e del Laboratorio di poesia di Novoli nell’ambito dell’avanguardia pugliese e meridionale del secondo Novecento, anche grazie alla pubblicazione di documenti e altro materiale edito ed inedito.

in mostra:

Mimmo Paladino,  Hidetoshi Nagasawa, Ugo Nespolo, Jannis Kounellis, Gianfranco Baruchello

Matteo Accarrino, A-One, Vittorio Balsebre, Joseph Beuys, Rocco Coronese, Edoardo De Candia, Franco Gelli, Ezechiele Leandro, Giuseppe Lisi, Corrado Lorenzo, Antonio Massari, Enzo Miglietta, Romano Sambati, Salvatore Sava, Raffaele Spizzico, Donatella Stamer.

 

SACRALITÀ DEL FUOCO

Identità visuale della Festa di Sant’Antonio Abate di Novoli

A cura di Cristian Cuna

Memorie, identità e visioni della Festa di Sant’Antonio Abate di Novoli. Il manifesto grafico degli studenti della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte, dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, rivela il culto del Santo e il rito del Fuoco Sacro.

L’ampia riflessione sulla fòcara di Novoli manca di un tassello fondamentale, l’aggancio esplicito e diretto del linguaggio contemporaneo, caratterizzato dal multimediale e da tutte le pratiche artistiche conseguite dal digitale. Si tratta di una ricerca della massima importanza perchè il continuo richiamo all’identità e alla memoria storica è messo ora in atto da chi opera con la tecnologia.

Questo processo nasconde due obiettivi di fondo: fornire il digitale di un’autorevole traccia culturale, identitaria e radicale di un territorio. Ripristinare il dialogo tra passato e presente, utilizzando la tecnologia come oggetto di studio e ricerca e non come estraneo mal sopportato nel sistema dell’arte e delle scienze sociali ed antropologiche.

L’identità visuale della Festa di Sant’Antonio Abate è la fòcara, un elemento della nostra cultura passata e del nostro divenire, un oggetto che rientra oggi in quella che chiamiamo ‘civiltà tecnologica’. La fòcara, tipica della poesia meridionale è ricca di un pieno senso dell’evocazione. Un’evocazione capace di manifestarsi nelle visioni reali e sulle figurazioni di un culto e di un rito, in modo tale che ogni componente possa acquistare la dimensione antropomorfa autentica e propria. Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, fanno proprie le visioni e le figurazioni della fòcara. Essa è costruita a sud ma è raccontata in questa circostanza dal dispositivo multimediale, un dispositivo che ormai parla al mondo. Rimarcando l’identità propria di un territorio, la fòcara acquista al contempo, una cittadinanza che appartiene a tutti, sfugge definitivamente alle collocazioni geografiche ripristinando il dialogo tra multimediale e memoria storica, tra immagine tradizionale e identità concettuale.

Studenti in mostra:

Claudia Cosi, Pierluigi D’Angiulli, Vladimir D’Ippolito, Arianna Dell’Olio, Cristiano De Giorgi

Lucia Pia Fedele, Liliana Frusi, Marco Iacobini, Miriana Liberti, Dino Lucchese, Vincenzo Luchena, Alberto Mariano, Alessia Pagano, Cosimo Pastore, Aurora Perrone, Sabrina Raguseo, Mariagiulia Serra.

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