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La mostra in sedici opere traccia il percorso artistico di uno dei più interessanti  e sorprendenti artisti del secolo scorso, Maurice Henry,  genio del surrealismo e anticipatore delle tendenze artistiche del secondo Novecento

La galleria Forma e Colore dedica ad uno personaggi di spicco del movimento surrealista francese, Maurice Henry, una piccola ma intensa antologica. L’esposizione, curata da Giorgio Pajetta, riunisce molti degli esiti più significativi della produzione dell’artista, dagli esordi degli anni 20 fino alla piena maturità degli anni 70, offrendo un panorama completo della molteplicità delle tecniche utilizzate: dalla scultura-oggetto, alla  gouache, alla tecnica mista, all’olio su tela.

Maurice Henry è stato un precursore assoluto dalla personalità caleidoscopica che si esprimeva con la stessa disinvoltura nell’arte, nella poesia e nel disegno umoristico, un artista indipendente che nelle sue opere è divenuto alchimista di sogni, affrancando la mente dalle convenzioni e dalle abitudini di pensiero.Sull’opera di Maurice Henry hanno scritto molti tra i maggiori poeti, intellettuali e storici del suo tempo ma due giudizi critici esprimono efficacemente il valore dell’artista. Il primo è di Eugène Ionesco, che nel 1962 osservava: “I suoi personaggi che possono apparire spiritosi, comici, umoristicamente insoliti, svelano il loro più recondito significato…sono in qualche modo gli indizi, i sintomi di un universo che ci è sempre più difficile controllare e che è pronto a sfuggirci. Forze misteriose, perché incontrollabili, aspettano solo un ordine imminente per distruggerlo, o per obbligarlo a distruggersi. Un altro universo, inconcepibilmente diverso dal nostro, è già lì, creato, pronto a sfuggirci…” . Il secondo è di Arturo Schwarz, che più d’ogni altro ha capito la grandezza di Maurice Henry: “È sorprendente che un artista di una tale statura sia stato quasi completamente dimenticato in Francia come in Italia. Penso che, paradossalmente, gli abbia nuociuto l’essere stato considerato non solo l’inventore del disegno umoristico surrealista e senza dubbio il più grande umorista francese vivente, ma anche soprattutto un poeta. La sua fama di disegnatore ha eclissato il grande e sensibile pittore che è sempre stato nonostante molti abbiano presto capito che Maurice Henry, dall’impressionate potere poetico, fu tra i più rari umoristi di oggi a meritare il nome di artista. Sicuramente egli è uno dei più grandi testimoni del suo tempo”.

La mostra offrirà  la possibilità di scoprire il valore di una creatività inesauribile che ha goduto della stima e dell’amicizia dei più grandi intellettuali e artisti del suo tempo tra i quali Picasso, Cocteau, Prévert, Breton e Camus.

Biografia

Maurice  Henry (Cambrai 1907 – Milano 1984)

Nel ‘27, appena ventenne, è tra i fondatori del movimento d’avanguardia artistica e letteraria “Le Grad Jeu” di cui fanno parte i letterati Roger Vilbert, René Daumal, Roger Villard e Josef Sima. Il giovane Henry collabora all’omonima e storica rivista con testi, poemi e disegni, manifestando il suo carattere esplosivo che lo porta  verso tutte le forme d’arte e di cultura: è scrittore, poeta, regista, sceneggiatore, pittore, scenografo, umorista, fotografo. In quello stesso anno si trasferisce a Parigi dove frequenta André Breton,  Louis Aragon e Jaques Prévert.

Dal ‘29 lavora come redattore di diverse testate parigine e come critico cinematografico.

Nel ‘32 con la fine del Grand Jeu Maurice Henry aderisce al movimento surrealista collaborando a tutte le pubblicazioni e partecipando a tutte le mostre e manifestazioni tra cui la più importante è l’Esposizione Internazionale del Surrealismo a Parigi nel ‘38. Da allora le sue frequentazioni della cultura parigina divengono intense: Cocteau, Picasso, Camus, sono i personaggi con cui sarà legato da vincoli di lavoro e di amicizia.

Nel dopoguerra partecipa a tutte le mostre surrealiste tra cui, molto importante, quella presso la galleria Maeght in cui vengono presentati ottantasette artisti di ventiquattro paesi, tra cui Duchamp, Giacometti, Ernst, Man Ray, Picabia, Tanguy, ecc.  Negli anni 60 espone nelle principali città europee  e americane.

Nel 1964 conosce Elda Zanetti –  sua compagna e moglie fino alla morte – e con lei nel 1968 si stabilisce definitivamente a Milano dividendo la sua attività tra Italia e Francia.

Sempre più presente in mostre in Italia e all’estero nel ‘76 il Palais de Beaux Arts di Bruxelles gli dedica una grande antologica. Il 21 ottobre del 1984 muore colto da collasso cardiaco.

Le opere di Maurice Henry sono state esposte in occasione delle mostre di “Grandi maestri surrealisti” in molti musei europei, tra cui: Boubourg a Parigi, Palazzo Reale a Milano, Museo Picasso a Madrid, Museo Belle Arti a Bonn, Museo Arte Moderna a Dusseldorf, Museo Picasso a Barcellona, Museo Ludwig a Koblenza, Museo Belle Arti a Strasburgo, Museo Arte Moderna a Francoforte, Museo Arte Moderna a Marsiglia, Museo Belle Arti di Reims, Museo Picasso ad Antibes.

Maurice Henry – Il grande gioco

a cura di Giorgio Pajetta

FORMA & COLORE

Contrada  Soncin Rotto 5/B, 25122 Brescia

21 aprile 2012 – 16 giugno 2012

Inaugurazione: sabato 21 aprile 2012 ore 18.30

Elda Henry, moglie dell’artista, sarà presente in galleria durante l’inaugurazione per ricordare la vita del maestro

Ingresso libero

Orari:

da martedì a sabato   10.30 – 12.30  /  16.30 – 19.30    lunedì chiuso

catalogo in galleria

Per informazioni:

Tel.+39 030 293.064

Cell. +39 335 82.58.616

e –mail:  arch.pajetta@libero.it

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