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NailArt

Colori, disegni stravaganti, applicazioni 3D: tutti pazzi per la nail art, un’arte decorativa particolarmente apprezzata e seguita divenuta negli ultimi anni sempre più creativa e stravagante. I nail artist sono ormai considerati vere e proprie star grazie a milioni di follower sui social e le fiere di settore riscuotono successo. Tutti voglio sfoggiare sulle proprie mani le ultime novità ma cosa sappiamo della salute delle unghie? Il prof. Leonardo Celleno, dermatologo e presidente dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO), fornisce alcuni suggerimenti su i prodotti da utilizzare e anticipa così uno dei temi dell’XI Convegno AIDECO, il 4 e 5 ottobre a Roma.

Smalti permanenti e semi permanenti: le differenze

Gli smalti “semipermanenti” sono generalmente gel semipermanenti fluidi che necessitano della luce di una lampada UV per indurire, attraverso una reazione di polimerizzazione. Diversamente dagli smalti classici quindi, non asciugano all’aria. Alcuni tra questi solidificano anche con l’emissione di lampade LED.

I “permanenti” (gel e acrilico) usano tecniche che consentono di “riformare” la superficie dell’unghia. I primi prodotti utilizzati sono stati polimeri a base di una miscela di polvere acrilica e monomeri che asciugavano all’aria. Più recentemente sono arrivati i gel che solidificano anch’essi mediante irradiazione UV.

Mentre gli smalti tradizionali si rimuovono con prodotti “solventi” in grado di sciogliere lo strato adeso sull’unghia, il semi-permanente deve essere rimosso con un processo più lungo e complicato: applicazione prodotto remover da lasciare in posa per circa 15 minuti e dopo l’ammorbidimento, si aiuta la totale rimozione con apposito supporto. Anche il gel permanente deve essere rimosso con una lima particolare o con la fresa.

Il “fai da te”

Il “mondo nails” ha determinato la comparsa di numerosi prodotti, anche di recente sviluppo. In pochi anni hanno ottenuto un enorme successo ed i loro impiego è molto amato soprattutto dalle giovani ragazze.

Specialmente la ricostruzione delle unghie dovrebbe essere praticata da persone qualificate del settore – afferma il prof. Celleno – Sono però presenti sul mercato anche i kit con lampada UV o LED, destinati ad essere utilizzati direttamente dai consumatori in ambito domestico.

In quest’ultimo caso è fondamentale leggere approfonditamente l’etichetta dei prodotti prima dell’acquisto e sceglierli con attenzione in base alle proprie caratteristiche individuali, valutando anche eventuali allergie agli ingredienti contenuti.

L’applicazione ripetuta di smalti di scarsa qualità o male applicati e anche l’uso di solventi irritanti possono provocare infine problemi all’integrità dell’unghia, oltre che indebolire e predisporre alla comparsa di macchie gialle o di striature sulla lamina ungueale. Nel lungo periodo l’unghia potrebbe risultare pertanto indebolita, meno compatta, e con una superficie meno liscia.

Sono più dannosi i raggi della lampada UV per l’applicazione dello smalto o i prodotti per rimuoverlo?

“L’esposizione agli ultravioletti dura un brevissimo periodo di tempo ed inoltre dovrebbe riguardare soltanto il gel posto sulla lamina ungueale che sotto l’azione dei raggi ultravioletti si fissa sull’unghia e si indurisce. Sarebbe quindi buona cura evitare che la pelle intorno all’unghia subisca l’azione diretta dei raggi UV. La rimozione con prodotti solventi non ben formulati o male utilizzati espone l’unghia all’azione aggressiva dei solventi utilizzati. Sarebbe ad esempio buona norma risciacquare bene dopo il loro utilizzo” risponde il presidente di AIDECO.

In gravidanza si possono usare smalti permanenti o semi-permanenti? E in allattamento?

“Bisogna tener presente che la lamina ungueale è una struttura praticamente impermeabile e quindi l’applicazione di questi prodotti di per sé non ne determina l’assorbimento – spiega il dermatologo e prosegue – Fermo restando che in gravidanza l’attenzione deve essere massima, va considerato che un trattamento cosmetico, in generale e specialmente in questo caso, può determinare un assorbimento trascurabile. Ciononostante evitare l’uso di queste pratiche per le unghie in gravidanza ed allattamento sarebbe preferibile”.

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