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Titolo: Nuova Gestione

A cura di: sguardo contemporaneo

Artisti: Michela De Mattei, Grossi Maglioni, Maria Carmela Milano, Matteo Nasini, Daniele Spanò e TAU studio

Periodo: dall’11 al 23 marzo 2014; inaugurazione: martedì 11 marzo 2014 ore 19.00

Sede: Roma, quartiere Casal Bertone

Via Domenico de Dominicis, 14 : Michela De Mattei, Maria Carmela Milano

Via Carlo Mezzacapo, 8: Matteo Nasini, Daniele Spanò

Via Giuseppe Govone, 19: Grossi Maglioni

Piazza S.Maria Consolatrice (edicola): TAU STUDIO

Orari: dal lunedì al venerdì ore 16.30 – 20.00; sabato e domenica ore 10.30 – 13.00 / 16:30 – 20:00 (o su appuntamento)

Per visitare gli spazi rivolgersi all’INFO POINT in Via Domenico de Dominicis, 14; Ingresso Gratuito

per informazioni:
info@sguardocontemporaneo.it  www.sguardocontemporaneo.it  www.nuovagestione.net

Le periferie di Roma tornano ad accogliere l’arte contemporanea con Nuova Gestione, il progetto artistico di riqualificazione urbana ideato e curato da sguardo contemporaneo.

Protagonista di questa edizione è il quartiere Casal Bertone con gli interventi site-specific di Michela De Mattei, Grossi Maglioni, Maria Carmela Milano, Matteo Nasini, Daniele Spanò e con la partecipazione di TAU Studio.

Le opere – concepite in linea con la volontà del progetto di rivalutare spazi commerciali dismessi e in disuso – si confrontano con la memoria storica e con il presente di un quartiere che ha visto negli ultimi anni un profondo cambiamento urbanistico e sociale.

L’obiettivo principale è contribuire al miglioramento di un’area attraversata da un numero sempre più crescente di spazi in disuso che vengono temporaneamente riattivati, offrendone una versione inedita attraverso una proposta culturale alternativa.

Nuova Gestione si caratterizza anche per un’attenzione alle dinamiche sociali, cercando di incoraggiare all’interno del quartiere dinamiche di incontro tra cittadini per poter condividere idee e conoscenze, sviluppando una maggiore consapevolezza della realtà che ci circonda.

Un progetto con un approccio community specific che riflette anche sulla mancanza sempre più frequente – soprattutto nel contesto capitolino – di luoghi per esporre ma soprattutto per produrre arte contemporanea e, più in generale, cultura.

Forti dell’esperienza della prima edizione del 2012 realizzata nel quartiere Quadraro di Roma, e del grande riscontro in termini di affluenza e partecipazione al progetto, il collettivo di curatori sguardo contemporaneo ha voluto e cercato anche quest’anno un legame marcato con il territorio: il coinvolgimento di TAU studio, un giovane studio di progettazione architettonica con base a Roma, è volto proprio a indagare il tessuto urbano del quartiere e a capirne, insieme ai suoi abitanti, le aspettative e le problematiche di contesto.

Verrà dedicata una particolare attenzione alle attività didattiche per le scuole e non solo, coinvolgendo sia gli studenti di Casal Bertone con una ricca proposta di visite guidate, laboratori e incontri con gli artisti, ma anche le classi che hanno vissuto l’esperienza di due anni fa al Quadraro, creando così continuità tra le due edizioni.

Scegliere di intervenire in una zona come Casal Bertone significa cercare di valorizzare un quartiere che, come il Quadraro, rappresenta un unicum nel suo genere.

Sorto sul finire degli anni Venti in un’area già delimitata – dalla fine dell’Ottocento – da importanti tracciati ferroviari e dalle Stazioni ferroviarie Prenestina a sud e Tiburtina a nord, si sviluppa ospitando significativi impianti industriali quali la Società per l’elettrificazione delle ferrovie (presso la Stazione Prenestina) e l’industria chimica della CISA-Viscosa (nei pressi dell’odierno Largo Preneste).

Nel marzo del 1944, durante la seconda guerra mondiale, Casal Bertone viene colpito dai massicci bombardamenti degli alleati (che interessarono molti quartieri popolari della città), subendo numerosi danni agli edifici. Nel dopoguerra, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il quartiere è stato tra l’altro il set di alcuni tra i film più rappresentativi del cinema neorealista italiano come I Soliti Ignoti di Mario Monicelli (1958); Mamma Roma e Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini (1962).

Sempre negli stessi decenni si assiste, come in altri quartieri romani, a una sempre più crescente e disarticolata cementificazione sia abitativa che – arrivando fino ai giorni nostri – commerciale.

Un percorso accompagnato dall’inevitabile degrado sociale ma, soprattutto, da attive e spesso opposte forme di resistenza sia politiche che civiche, concentrate nel restituire al quartiere spazi di vita e condivisione (oltre alla storica piazza): servizi pubblici, luoghi destinati ad aree verdi, ad associazioni culturali e di quartiere, all’istruzione.

Gli artisti di Nuova Gestione sono stati selezionati per la loro attitudine alla sperimentazione, all’uso di diversi media e nuovi linguaggi e per la loro capacità di relazionarsi con contesti urbani specifici, privilegiando in alcuni casi la partecipazione del pubblico.

L’iniziativa si rivolge direttamente infatti sia ai proprietari dei locali messi a disposizione, sia agli abitanti del quartiere, entrambi invitati a contribuire al processo creativo degli artisti con la propria testimonianza della memoria dei luoghi, dalla loro origine alle attività ospitate nel corso degli anni.

Nuova Gestione gode del patrocinio di Roma Capitale, Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana, Zètema; della collaborazione del Municipio Roma IV e del sostegno della Camera di Commercio di Roma. Si avvale della Media Partnership di Artribune, FAMO, Zero e la sponsorizzazione tecnica di Airlite , CTS Grafica S.r.l, Gros Gruppo Romano Supermercati, Ipertriscount, Insite e Torrevento.

Nuova Gestione è stato reso possibile anche grazie a tutti i donatori che hanno sostenuto il progetto attraverso la campagna di crowdfunding promossa nei mesi precedenti l’inaugurazione del progetto.

Durante l’inaugurazione e nei giorni seguenti verrà messa a disposizione dei visitatori una mappa con la localizzazione degli spazi che ospitano i lavori degli artisti.

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