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POST | la nuova Call for Artist di CHEAP raccoglie poster e visioni

I caratteri bianchi su sfondo nero della parola DOMANI che si reiterano e poi si frammentano, lasciando esplodere la parola.
La stessa fine che fa la parola SEMPRE nella frase “niente dura per sempre”.
Sono alcuni dei poster apparsi nelle strade di Bologna, insieme ad altri manifesti che giocano con la suggestione POST declinata in POSTpandemica, POSTcoloniale, POSTmoderna, POSTporno, POSTcapitalismo.
L’affissione dei manifesti è firmata da CHEAP, il progetto di arte pubblica con sede a Bologna che ha deciso di lanciare la call for artist annuale con questo nuovo lavoro nelle strade della città: POST, nella sua eccezione latina, è il concept scelto per il nuovo anno, la suggestione a partire dalla quale saranno costruiti i progetti di arte pubblica dei prossimi mesi.
La CALL for ARTIST di CHEAP è l’invito annuale a contaminare lo spazio pubblico rivolto a artistə che utilizzano linguaggi visivi contemporanei: la partecipazione avviene attraverso l’invio digitale di poster che, se passeranno la selezione, verranno stampati e affissi nelle strade di Bologna.
Ogni anno la CALL for ARTIST raccoglie il contributo internazionale di centinaia di artist* che si occupano di grafica, illustrazione, lettering, fotografia, collage e tecniche miste: un campionario visivo ampio come l’immaginario che hanno saputo ricostruire negli scorsi anni, su temi come SABOTAGE, DISORDER e RECLAIM.
Questa IV edizione del progetto vede alcune novità: i poster passano dal bianco e nero al colore e le dimensioni “esplodono”, dal classico 70×100 si passa al 140×200.

“Abbiamo deciso di lasciare la CALL detonare perché pensiamo che mai come ora ci sia bisogno di una narrazione collettiva sul futuro nello spazio pubblico: ci aiuteranno i colori, le dimensioni ma soprattutto la suggestione su cui lavoreranno lə artistə che parteciperanno. Mai come in questa edizione più che una call for posters abbiamo fatto una call for visions”, dicono da CHEAP.

Il tema POST si presta a questo invito alla visione: il testo della call, disponibile sul sito www.cheapfestival.it, invita esplicitamente ad un “movimento immaginifico verso il futuro”, leggendolo però attraverso il prisma di un passato e di un presente.
“Nel testo della call chiediamo di immaginare un futuro che non sia sganciato dal nostro presente e passato: quello che vorremmo indagare è un futuro situato, per questo facciamo più o meno riferimento ad un ipertesto molto ampio che va da Mark Fisher a Donna Haraway, intersecando anche la science fiction caraibica, il manifesto xenofemminista, lo sguardo dei Motus rivolto ai futuri fantastici a Santarcangelo, l’installazione sul tetto del Berghaim a Berlino “Morgen ist die Frage” (Domani è la domanda).”

Il riferimento alla pandemia è esplicito, lo scenario post-pandemico è inevitabile. “L’eccezionalità del tempo che stiamo vivendo ha sicuramente modificato la percezione di quello che ci aspetta dopo, anche se non lo ha assolutamente uniformato: le incertezze e le inquietudini di questa pestilenza aprono a scenari diversi e opposti. Ma si tratta di tempi eccezionali anche per altri motivi: il cambio di paradigma che stanno affrontando le nostre società è evidente. Quotidianamente, vengono messi in discussione quelli che sono stati i cardini dell’ordine sociale, politico e economico: viene messa in discussione la bianchezza, il maschile tossico, il capitalismo, i resti dei (ne)fasti coloniali. Noi siamo interessate a indagare che cosa comporterà questo cambiamento per lo spazio pubblico: una volta che avremo finito il sacrosanto esercizio di abbattere statue di suprematisti bianchi, dovremo anche erigerne di nuove. Va anche in questo senso la ricerca che vogliamo stimolare: verso i nuovi simboli, le nuove estetiche e i nuovi patti che vorremo celebrare nello spazio pubblico delle città.”

La partecipazione a POST, la call for artist di CHEAP, è aperta a singolə così come a progetti collettivi ed è possibile inviare fino a 3 poster: per poter contribuire a questa narrazione collettiva nello spazio pubblico c’è tempo fino al I° Giugno 2021

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