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Gisella-Blanco

«Insolente, polemica, sofferta e sofferente, con apici di nostalgia, di dolore ammesso senza vergogna. Palesemente in contrasto con le figure di dei superiori, esterni all’uomo e trascendenti. Forse anche fastidiosa, di certo irriverente e, talvolta, anche blasfema: non c’è mancanza di rispetto verso le fedi religiose ma difesa della dignità umana davanti a costrutti ideologici (di qualsiasi sorta) che tendono a svilirne l’immenso potenziale in cui credo fermamente».

Con queste parole Gisella Blanco descrive la sua nuova raccolta di poesie, “Melodia di porte che cigolano”.

«Alcune poesie sono concentrate sul tema della morte e del lutto, argomenti a me particolarmente cari, molto interiorizzati e che sono fonte continua di dolore e di ispirazione, con il desiderio di scardinare la tendenza attuale a non parlarne, a fare finta che non esistano o, al più, ad elaborarli in maniera del tutto individuale e solitaria, decurtandoli di quel carattere di necessaria condivisione che li rende umanamente accettabili. Un’attenzione particolare è dedicata al rapporto figlia-padre, talvolta inteso in senso biologico e talaltra in senso spirituale: in ambo i casi è un legame forte ma complesso, contraddittorio e doloroso. In alcune poesie che possono sembrare – e in qualche modo lo sono, benché non unicamente – d’amore ci si rivolge a un ‘tu’ al femminile che lascia aperta la porta…a interpretazioni personali, a possibili legami tra soggetti dello stesso sesso o a dialoghi intimi con sé stessi. A chi mi riferisco davvero, però, rimarrà un piccolo segreto d’autrice».

La raccolta, edita dalla NO EAP Eretica Edizioni, arriva dopo anni in cui l’autrice ha evitato di esporsi al pubblico, pur continuando a scrivere in maniera intensa.

«Sono soddisfatta della mia silloge? Sì. Naturalmente ogni cosa è perfettibile. Qualcuno potrebbe risentirsi per ciò che ho scritto? Certo ed è esattamente ciò che voglio provocare: accoglimento, per affinità, in alcuni e disprezzo, per contrasto, in altri. Sarebbe il successo letterario a cui aspiro. Per questo ho scelto di non dedicarmi alle semplici poesie d’amore! Le poesie della silloge sono rivolte soprattutto alle donne? Sì e no. Certamente prevalgono temi femministi ma credo che la lettura di queste composizioni possa interessare anche gli uomini sia come destinatari sia come oggetti argomentativi (passatemi il termine con un pizzico di ironia) sia come immancabili soggetti di completamento della realtà che si ritrae. Tutto sommato il nuovo femminismo potrebbe essere questo: totale aspirazione all’empatia fra donne, senza escludere o tendere a decurtare ciò che spetta – di diritto naturale, purché meritorio – all’altro emisfero umano».

A completamento dell’opera, sono inserite illustrazioni che, dalla copertina fino allo svolgimento interno del libro, fra le pagine, arricchiscono visivamente le poesie. Nate dall’idea della stessa autrice, tali immagini sono di produzione del grafico Francesco Mitelli.

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