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Seguso

Al Museo del Vetro di Murano – in concomitanza con la Biennale d’Arte – una grande mostra dedicata alla
Seguso Vetri d’Arte, curata da Marc Heiremans, esperto internazionale di storia del vetro contemporaneo.

Aperta fino al 29 settembre 2013, la mostra sarà poi itinerata in Belgio, a partire
dal 28 novembre, presso il Design Museum di Gent.  

 18.05 / 29.09.2013

La mostra frutto di 10 anni di studio e ricerche dello studioso belga Heiremans che attraverso oltre 30.000 disegni d’archivio e migliaia di immagini ha riannodato i fili di una vicenda straordinaria.

Racconta la vicenda artistica ed imprenditoriale di una vetreria che rappresenta uno dei capitoli più emblematici e straordinari della storia vetraria muranese del XX secolo e della famiglia Seguso, dedita da oltre 600 anni a questa nobile arte. Risale infatti al 1397 la più antica testimonianza di un Seguso vetraio a Murano.

Da quel momento la tradizione ed il sapere dell’arte del vetro verranno tramandati di padre in figlio.
Oltre 200 opere – tra cui molti pezzi rari – accompagnano i visitatori nei passaggi salienti della mostra che la Fondazione Musei Civici di Venezia dedica alla Seguso Vetri d’Arte: una vetreria capace – tra gli anni 30 e gli anni ’70 del Novecento – di arricchire la tradizione di nuove tematiche produttive e nuove tecniche, a tal punto che l’attuale produzione muranese è inimmaginabile senza le sue sperimentazioni e il clima di ricerca e di rinnovamento che vi si respirò in quegli anni, a cominciare dal sodalizio fondamentale con Flavio Poli che entrò in azienda come disegnatore nel ’34 e ne divenne direttore creativo fino al 1963.

Fondata ufficialmente il primo gennaio 1933, anche se attiva già dal 1932, con il nome “Artistica Soffiera e Vetreria-Barovier Seguso Ferro”, diviene “Seguso Vetri d’Arte” nel 1937. Secondo la tradizione che vede ogni generazione Seguso saldamente inanellata alla precedente, in fornace sono impegnati Antonio e tutti i suoi figli: Archimede (nonno di Gianluca e Pierpaolo attuale 23esima generazione Seguso), che ne diviene il Primo Maestro e che vi collaborò fino al 1944; Ernesto, che ne assume la direzione, Bruno, a cui sono affidati gli aspetti tecnici, Isidoro, che ne segue gli aspetti commerciali ed il giovane Angelo che nel dopoguerra ne diventa il Maestro di riferimento sino al 1973.

Vibra in fornace una pulsione alla sperimentazione, un desiderio di innovazione acceso dall’incontro con Flavio Poli che affiancato dal grande Archimede Seguso, maestro di prima piazza, le imprime un’impronta indelebile, dando così per mano della Seguso Vetri d’Arte un importante contributo allo sviluppo del vetro moderno
nonché a quella “grande ripresa” che riportò, nel secondo dopoguerra, il nome di Murano alla ribalta mondiale.

Seguso Vetri d’Arte diviene un centro di vitalissima energia creativa e sinonimo di altissima qualità manifatturiera: esplora il rapporto dell’oggetto in vetro con la luce che accoglie, riflette e trasforma; sintetizza innovazione e sperimentazione nella tecnica del sommerso attraverso vetri dalle forme essenziali ma caratterizzati dall’uso di colori freddi, spesso ravvivati da un filo di colore a contrasto, rifiniti alla ruota per ottenere un accentuato contrasto tra la base spessa e i bordi sottili; conduce ricerche sul volume esprimendo la propria sensibilità attraverso la forma della valva che ne diviene una delle sue dimensioni più rappresentative. Ne risultano vetri garbati, seducenti e puri, pietre miliari nello sviluppo di quest’arte decorativa e per questo accolti in prestigiose collezioni private e pubbliche, celebrati su palcoscenici di prestigio quali le Biennali di Venezia, le Triennali di Milano e altri importanti sedi internazionali.

Moltissimi i riconoscimenti, tra cui nel 1937 il capolavoro con il quale la Seguso partecipa all’Esposizione Universale di Parigi ottenendo il Gran Prix – un grande vaso di vetro fumé a bollicine metalliche – o il famosissimo “pesce” in vetro verde nord a massello, iridato, che, realizzato in un unico blocco (assoluta prerogativa di Archimede) sarà esposto alla XXI Biennale. E ancora il Compasso d’Oro vinto nel 1954, anno di esordio del premio, con il sommerso Vaso blu rubino disegnato da Poli.

La Seguso viene riconosciuta a livello internazionale ed entra nel panorama dell’arte contemporanea. Dal ’48 la vetreria esporta le sue creazioni in tutti i continenti; dall’anno successivo i più grandi Musei internazionali cominciano ad acquistare i vetri artisti usciti dalla sua fornace e disegnati da Flavio Poli: dal Victoria & Albert di Londra al “Landesgewerbemuseum” di Stoccarda, dal Neue Sammlung museum di Monaco, al Royal Ontario Museum di Toronto, fino al MOMA di New York USA.

Realizzazioni di prestigio di Seguso Vetri d’Arte sono destinate a case reali (tra cui il servizio da tavola con decorazioni in cristallo e oro che nel 1939 impreziosì il banchetto nuziale del Duca di Spoleto e Irene di Grecia, a cui sedettero 58 teste coronate) così come a grandi alberghi, teatri, musei tra cui il Grand Hotel & Milano e l’Excelsior Gallia a Milano, il Bauer Grunwald a Venezia, l’Hotel George V a Parigi, il Palace Hotel a St. Moritz, l’Excelsior Palace a Rapallo e ancora la residenza del Principe ereditario di Libia, il Casinò di Palazzo Vendramin Corner a Venezia. Tra le forniture che inorgogliscono la vetreria, un sontuoso lampadario realizzato per il Santo Padre Giovanni XXIII.

Nel ’63 Poli si stacca e direttore artistico della vetreria diventa Mario Pinzoni suo allievo fin dal ’53. Pinzoni disegna fra il resto anche due vasi in vetro bulicante per la Biennale di Venezia del ’64, esposti in questa importante occasione al Museo del Vetro di Murano insieme ad altri prototipi, come il Picchio ametista pagliesco e rosso.
Negli anni seguenti Antonio Seguso si ritira ed Ernesto lascia la società. Saranno Angelo e Bruno, ora a capo della vetreria, a portare avanti la tradizione di famiglia, fino al ’72 quando l’azienda viene cenduta.

Il percorso espositivo termina qui ma ovviamente i Seguso hanno continuato a mantenere vivo il loro ruolo imprenditoriale nel campo del vetro artistico muranese e nel 2008, in occasione del 75esimo anniversario di fondazione, Gianluca e Pierpaolo Seguso hanno ricondotto la Seguso Vetri d’Arte nelle mani di famiglia, riprendendo il cammino là dove era stato interrotto, riallacciandosi alle collezioni più significative del suo percorso stilistico.

Ma ancora una volta fedele a quella propulsione innovativa che ne aveva caratterizzato la nascita, ad esse sono state affiancate nuove proposte, perché così avrebbero voluto loro bisnonno Antonio e prozio Angelo, ultimo anello operante in vetreria prima della loro riacquisizione.

SEGUSO_Muve_presentazione

www.seguso.com

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