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La grande attenzione che negli ultimi anni viene dedicata al vino dal mondo della ristorazione ha portato una vasta gamma di esercizi commerciali – dal bar alla pizzeria, dal locale specializzato in aperitivi alle trattorie – a dotarsi di una cantina rifornita di specialità selezionate.

Oltre che alla scelta dei vini “migliori”, sia da offrire come degustazione che da abbinare alle proposte culinarie del menu, i gestori di questi locali dovranno prestare attenzione anche ai bicchieri con i quali portarli in tavola. In particolare, ecco le tipologie di calici da degustazione ai quali proprio non si può rinunciare:

Calici da degustazione

  • Calice ampio e largo (ma non troppo): si usa per portare in tavola i vini rossi giovani o comunque non troppo invecchiati, che devono poter sprigionare i loro intensi profumi
  • Calice stretto e sottile (anche in questo caso, non troppo): serve per presentare i vini bianchi giovani, con la loro freschezza di sapori e profumi
  • Flûte: per servire vini frizzanti da dessert e “da brindisi”, ad esempio spumanti e champagne
  • Calice panciuto: è il compagno ideale dei vini rossi importanti, quelli che per intenderci sono stati sottoposti a un lungo invecchiamento

A proposito di quest’ultima tipologia di calici; per presentare in tavola i vini rossi invecchiati al giusto grado di ossigenazione – con l’intero profilo della loro componente olfattiva chiaramente apprezzabile, quindi – è consigliabile dotare il proprio locale di decanter che consentano di servire le specialità enologiche proprio come farebbe un sommelier professionista.

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