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WEB E GENERAZIONE Z: 3 RAGAZZI SU 10 TRA GLI 11 E I 18 ANNI IN ITALIA USANO IL WEB PER CONTRASTARE GENDER GAP E RAZZISMO MA RISPETTO AI COETANEI UE SONO ANCORA LONTANI DALL’ESSERE CITTADINI DIGITALI CONSAPEVOLI.

È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Osservatorio Scientifico della no profit “Movimento Etico Digitale”, fondata dall’esperto di digital e Generazione Z Davide Dal Maso, sulle potenzialità ed i rischi del web che, insieme a partner europei, chiede l’istituzione della Giornata Europea sulla Cittadinanza Digitale con un evento dedicato, patrocinato dal Ministro per le disabilità, in programma domani a Roma: in campo 70 giovani opinion leader esperti di educazione digitale provenienti da 12 Paesi UE.

Sempre domani più di 1500 studenti italiani saranno coinvolti in una “lezione di cittadinanza digitale” sulla piattaforma Twitch del “Movimento Etico Digitale” con influencer come Muciaccia di Art Attack.

Alla vigilia dell’evento “European Digital Citizenship Day”, l’Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale della no profit “Movimento Etico Digitale” (https://socialwarning.it/) di Davide Dal Maso, fondatore della no profit ed esperto di digital e Generazione Z, anticipa i dati del paper al centro dell’Hackathon in programma domani a Roma (Centro Congressi Cavour, Via Cavour 50, dalle 9 alle 13) con 70 giovani opinion leader esperti di educazione digitale provenienti da 12  Paesi UE in campo per chiedere formalmente l’istituzione della Giornata Europea sulla Cittadinanza Digitale, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni come Francesco Tufarelli, Direttore Generale Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Sen. Messina, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale.

La cittadinanza digitale – fa sapere Davide Dal Maso, inserito nel 2019 da Forbes tra i cinque under 30 italiani più influenti nel settore Education e membro, come presidente del Movimento Etico Digitale, della Digital Skills and Job Coalition della Commissione Europea è un tema cardine del futuro della nostra società e possiamo definirla come l’unione tra l’educazione civica e l’educazione digitale, quindi da un lato la formazione ai propri diritti e doveri come cittadini e dall’altro la consapevolezza che le azioni che si effettuano on-line e off-line hanno un impatto nel presente e nel futuro per sé stessi e per gli altri”.

Nell’ambito dell’evento, patrocinato dal Ministro per le disabilità Erika Stefani ed organizzato dal Movimento Etico Digitale con le no profit specializzate in formazione e innovazione EUCA di Bruxelles e MeOut di Budapest, verrà lanciata la campagna #CittadiniDigitali per raccontare l’importanza di portare l’educazione civica digitale, e le opportunità di inclusione sociale che questa offre, nelle scuole di tutta Europa.

Inoltre sempre domani, a partire dalle 10, sarà la volta di un secondo grande evento full digital, aperto a tutte le scuole d’Italia e anche questo patrocinato dal Ministro delle disabilità: più di 1500 studenti verranno coinvolti in una “lezione di cittadinanza digitale” sulla piattaforma Twitch (www.twitch.tv/socialwarning) dove potranno interagire su temi inerenti al mondo del lavoro attuale in relazione alla reputazione digitale con diversi influencer tra cui Giovanni Muciaccia, storico conduttore tv di Art Attack, che da tempo ha aderito al progetto della no profit.

Per Dal Maso “tra live su Twitch, video su YouTube e chiamate su WhatsApp, i ragazzi riescono ad esprimersi anche su temi sociali sensibili, a relazionarsi e crescere. Considerano il web una parte di loro stessi e vivono l’on-line come un ambiente indispensabile, un tutt’uno con la vita quotidiana off-line ed un mezzo per costruire il proprio futuro; per questo motivo quando parliamo con loro non dobbiamo mai demonizzare questi ambienti digitali, altrimenti rischiamo di essere esclusi immediatamente da una parte fondamentale della loro vita”.

L’INDAGINE DELL’OSSERVATORIO SCIENTIFICO DEL MOVIMENTO ETICO DIGITALE

Le anticipazioni della survey che verranno presentate domani a Roma raccontano che il 67% dei ragazzi italiani tra gli 11 ed i 18 anni si sente a proprio agio sul web, tra social media, gaming e streaming; la percentuale sale al 75% nel caso degli omologhi europei. Al 74% dei primi, gli italiani, nessuno ha insegnato ad essere cittadini digitali, diversamente dal 47,6% dei ragazzi europei. La questione del gender gap, la lotta al razzismo e alla povertà nel mondo sono i temi che stanno più a cuore agli italiani; il climate change, la lotta alla povertà nel mondo ed i pericoli in rete sono quelli che sentono con maggior urgenza i ragazzi europei.

Ed infine l’utilizzo del web per sostenere una causa sociale: il 33% dei ragazzi italiani ha utilizzato i social o partecipato ad una petizione on-line per supportare una causa sociale. I ragazzi europei sono il doppio.

Ecco le risposte a quattro quesiti della survey che verranno presentate domani a Roma, mentre le restanti verranno rese note come ogni anno a febbraio.

1.Come valuti la tua esperienza on-line, da solo o con altri utenti, tra social media, gaming, streaming ed altro

Il 67,3% dei ragazzi italiani ed il 75,2% di quelli europei la valuta come positiva; né positiva né negativa per il 31,2% degli italiani e per il 20% degli europei; per l’1,5% degli italiani e per il 4,8% è negativa o molto negativa.

Le motivazioni principali in base alle quali il web viene percepito come un ambiente positivo – spiega Davide Dal Maso – sono molteplici: i ragazzi coinvolti nella survey usano il web per divertirsi e creare nuove amicizie, per informarsi sull’attualità, per aumentare le proprie competenze acquisendo contenuti nuovi ed implementando la conoscenza delle lingue con corsi gratuiti, per far sentire la propria voce su una serie di tematiche sensibili (come il diritto ad una sessualità libera, contrasto all’omofobia ecc) e per potersi raccontare liberamente”.

2.Qualcuno ti ha insegnato ad essere un cittadino digitale?

Il 74% dei ragazzi italiani e il 47,6% degli europei ha risposto negativamente.

Per Davide Dal Maso è “incredibile come in un momento storico quale quello che viviamo, in cui i ragazzi stanno più di due mesi l’anno sullo smartphone (dato Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale febbraio 2021), non sia ancora stata implementata un’educazione efficace alla cittadinanza digitale. Questo termine, introdotto dalla Commissione Europea, comprende le 21 competenze digitali chiave dei cittadini. Come vediamo dai dati, c’è un profondo divario tra ragazzi italiani ed europei. In Italia soltanto 1 giovane su 4 ha ricevuto formazione su questi temi, mentre a livello europeo viene fatto un lavoro educativo migliore e più costante per quanto riguarda l’educazione alla cittadinanza digitale e allo sviluppo delle competenze digitali. In ogni caso c’è ancora molta strada da fare su questi temi sia in Italia che nel resto d’Europa”. 

3.Quali di questi temi ti stanno più a cuore? 

Per i ragazzi italiani: gender gap (50%), lotta al razzismo (47,2%), povertà nel mondo (39,3%), ecologia e cambiamenti climatici (38,9%); pericoli in rete (29,6%).

Per i ragazzi europei: pericoli in rete (50,3%), ecologia e cambiamenti climatici (42,1%), povertà nel mondo (37,6%), gender gap (35,4%), lotta al razzismo (33,5%).

“Progettare lezioni di cittadinanza digitale che includano tematiche sempre più importanti come l’educazione all’affettività, alla sessualità, all’ecologia e al combattere pregiudizi e stereotipi razziali – fa sapere Gregorio Ceccone, pedagogista e coordinatore dei formatori del Movimento Etico Digitalevuol dire creare opportunità che possono concretamente portare un miglioramento nel mondo che ci circonda. Dai dati che abbiamo raccolto appare come fondamentale l’acquisizione di una maggiore consapevolezza rispetto al tema della cittadinanza digitale. Come fare questo passo? Portando sistematicamente questa materia a scuola. Sia in Italia che in Europa. Sono competenze ed abilità che ci permettono di essere maggiormente consapevoli delle opportunità della rete”.

4.Hai mai partecipato ad un’iniziativa, fatto una condivisione su Instagram o sostenuto una petizione on-line per sostenere una causa sociale? 

Il 33,1% dei ragazzi italiani e il 63,7% degli europei ha risposto positivamente.

“Sicuramente i social media, in particolare Instagram e TikTok con brevi video e reels – è il commento di Dal Maso – sono diventati il mezzo con cui i giovani riescono a informarsi maggiormente contribuendo, anche con una semplice condivisione, a diventare essi stessi portatori di news. Questo meccanismo di condivisioni virali si rafforza quanto più i temi veicolati, come nel caso di climate change o pregiudizi razziali, li toccano da vicino. Rendere i giovani più consapevoli delle potenzialità e dei rischi di questi potenti mezzi diventa l’unico modo per formare dei cittadini digitali capaci di costruire una società migliore”.

APPROFONDIMENTI 

Chi è Davide Dal Maso 

Davide Dal Maso, classe 1995, secondo Forbes tra i Top Under 30 Italiani nel settore Education, è esperto di digital e Generazione Z di cui scrive anche in una rubrica settimanale a sua firma sul Sole24Ore quotidiano. È coach di Social Media Marketing e con il suo team si è specializzato nell’affiancare aziende che operino sul mercato europeo e su quello cinese. Per Pirelli cura ad esempio personalmente le strategie di Social Media Marketing rivolte alla Generazione Z.

É fondatore della no profit sulle potenzialità e i rischi del web “Social Warning – Movimento Etico Digitale” di cui è Presidente ed in questa veste è membro della Digital Skills and Jobs Coalition della Commissione Europea e del tavolo di lavoro del Ministero dell’Istruzione sulla cittadinanza digitale.

Insegna da 5 anni in un Istituto superiore in provincia di Vicenza una materia sperimentale da lui introdotta, “Multimedia e Social” (attualmente insegnata in via sperimentale in altre 15 scuole superiori italiane) ed è stato il primo a portare in classe l’Educazione civica digitale in una Prima superiore.

Cos’è il “Social Warning – Movimento Etico Digitale” 

Il “Social Warning – Movimento Etico Digitale” (https://socialwarning.it/) è la no profit fondata da Davide Dal Maso nel 2018 con l’obiettivo di sensibilizzare ragazzi e adulti sulle potenzialità e sui rischi del web attraverso una rete di formatori-volontari (attualmente sono circa 200), professionisti del web, che promuovono l’educazione digitale nelle scuole medie e superiori di tutta Italia attraverso incontri formativi gratuiti. Nei primi tre anni di vita, il Movimento ha incontrato, nell’ambito di eventi ed appuntamenti organizzati in tutta Italia, oltre 50mila ragazzi e 15mila genitori per parlare delle opportunità e dei rischi del web e come approcciare i social media in maniera corretta. La no profit si sta espandendo in Europa, accogliendo associazioni partner che hanno a cuore l’educazione civica digitale e supportando progetti come “NonSeiLibero” condotti dai giovani per promuovere un utilizzo etico e consapevole delle nuove tecnologie.

Per diventare formatore volontario del Movimento scrivere a formatori@socialwarning.it

Sulla Hackathon di Roma

“Europeans Go Digital!” è un progetto europeo ideato per rendere la transizione digitale dell’Unione Europea a misura delle nuove generazioni. Il primo capitolo avverrà a Roma tra il 20 e il 22 ottobre presso il Centro Congressi “Cavour” con la partecipazione di 70 giovani europei che in forma di Hackathon si sfideranno alla ricerca di soluzioni creative ma concrete che incoraggiano altri giovani ad essere cittadini digitali attivi a livello locale e europeo. Partners del progetto sono Social Warning – Movimento Etico Digitale, EucA (European University College Association) e MeOut (Associazione ungherese operante nell’innovazione ed educazione). Il progetto è finanziato dal “Europe for Citizens Programme” dell’Unione Europea.

Metodologia della survey

Nel corso delle attività del Movimento nel 2021 sono stati raggiunti oltre 8000 ragazzi sul territorio nazionale tra gli 11 e i 18 anni, di cui 1040, equamente distribuiti in termini geografici e di età, hanno partecipato al sondaggio.

I dati sono – de facto – rappresentativi della popolazione che quasi totalmente possiede un mobile e utilizza internet e i social network. A tale campione è stato affiancato un campione simile ma di distribuzione europea con il coinvolgimento di 1000 studenti provenienti da diverse nazioni (Ungheria, Finlandia, Spagna, Svezia, Romania, Grecia, Austria, Germania, Belgio, Slovenia, Francia, Polonia, Olanda).

L’obiettivo è sicuramente quello di allargare il campione europeo per gli anni a venire ma risultano interessanti già in questa fase macro differenze comportamentali e di percezione verso il digitale da parte delle due popolazioni.

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