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tritarifiuti

Alzi la mano chi non conosce Fred Flintstones ed il suo celeberrimo urlo di battaglia “YABBA-DABBA-DOO”, gridato insieme a Barney, l’amico di sempre, vicino di casa e compagno di piccole e grandi, ma sempre esilaranti, avventure che divertono i bambini di tutto il mondo.

E -diciamoci la verità- nemmeno gli adulti disdegnano di riguardarsi qualche puntata, ricordando un’infanzia accompagnata dal tormentone “Wilma dammi la clava”.

Sì perché questo cartone animato, noto in Italia anche con il nome de Gli Antenati, è una serie nata nel 1960 e conclusasi nel 1966, ma che oggi viene ancora riproposta da diversi canali televisivi, legando tre così generazioni di bambini. Una parodia della società americana di quel tempo ambientata nell’età della pietra nella immaginaria città di Bedrock, il cui successo nel 1994 ha dato vita ad un film diretto da Brian Levant.

Una delle particolarità che ne ha fatto una delle serie più programmate di tutti i tempi è l’anticipazione fantasiosa della modernità in chiave preistorica: automobili a propulsione pedestre, bowling di pietra, drive-in, sono solo alcune delle invenzioni geniale apportate dai Flintstones.

Tra queste, una nota particolare va agli elettrodomestici, inventati utilizzando gli animali più  disparati. In casa di Fred e Wilma Flintstones non manca infatti nulla, dal frigo alla lavatrice. E non manca nemmeno il tritarifiuti alimentari, un animaletto posizionato sotto il lavello della cucina che, discreto e silenzioso, ingurgita qualunque avanzo di natura biologica gli venga propinato.

Certo, l’animaletto nel corso degli anni è stato cambiato: da una sorta di pellicano si è passati ad un dinosauro nano, fino alla versione pseudo-cinghiale del film, ma comunque strumento immancabile nella buona conduzione domestica.

 

E i Flintstones non si allontano molto dalla realtà in questo caso. Questo elettrodomestico infatti, inventato nel 1927 – se vogliamo, possiamo chiamarla la Preistoria per il mercato degli elettrodomestici – dall’architetto John Hammes, veniva inizialmente soprannominato “maiale meccanico”, proprio perché sostituiva il maiale della fattoria dalla mansione di “ripulire” tutti gli avanzi di pranzo e cena.

Solo una decina di anni dopo, nel 1938, nasce l’azienda InSinkErator, un gioco tra le parole incinerator, inceneritore, e sink, lavandino, oggi leader mondiale nella produzione di dissipatori per i rifiuti alimentari.

Nel concreto, l’utilizzo del dissipatore permette di mantenere l’igiene in cucina e una maggiore facilità di smaltimento del rifiuto, eliminando all’origine una parte della differenziazione.

Triturare il rifiuto organico ed eliminarlo grazie all’utilizzo di un dissipatore non solo è una pratica permessa dalla legislazione italiana, ma riduce la massa di rifiuto nelle nostre discariche già sovraccaricate, evitando la formazione di gas metano e la sua dispersione nell’atmosfera, altamente dannosa per l’ambiente.

In alcuni Paesi, la biomassa prodotta con i dissipatori viene usata per concimare il terreno oppure per produrre energia, utilizzata poi per il funzionamento delle città (luce, mezzi pubblici…).

Un vero e proprio “caterpillar” dello sminuzzamento del cibo… e già lo sapevano i nostri antenati!

www.insinkerator.it

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